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09 Marzo

Jobs act per il lavoro autonomo: più tutele per 2 milioni di professionisti

Oggi, in seconda lettura, abbiamo approvato il ddl “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, il c.d. Jobs act per il lavoro autonomo (qui un dossier di approfondimento).

Il provvedimento, che ora passa al Senato per l’approvazione finale, è rivolto ai professionisti iscritti in Albi, alle partite Iva e ai collaboratori e riguarda 2 milioni di lavoratori.

Le principali novità in esso contenute riguardano proprio i lavoratori autonomi:

  • più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti (la fattura deve essere saldata entro 60 giorni dalla consegna del professionista al cliente);
  • aumentano le spese deducibili: fino a 10mila euro per corsi di aggiornamento professionale, master e convegni; fino a 5mila euro per orientamento e ricerca di nuove opportunità;
  • le lavoratrici professioniste che diventano madri potranno ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare, senza che scatti l’obbligo di astensione;
  • è prevista la possibilità per i professionisti di partecipare a bandi e appalti pubblici per l’assegnazione di incarichi di consulenza o ricerca e sono equiparati alle PMI per l’accesso ai Piani operativi regionali o nazionali (POR e PON) a valere sui fondi europei;
  • diventa strutturale l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, anche a progetto; inoltre viene estesa ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio;
  • in caso di malattia, infortunio o gravidanza, se si svolge un’attività continuativa per il committente il rapporto di lavoro non si estingue (senza diritto a corrispettivo) e può essere sospeso fino a 150 giorni. Inoltre, se la malattia o l’infortunio sono particolarmente gravi, si può interrompere il versamento di contributi e premi fino a due anni (verranno restituiti in rate mensili).

Come detto dal presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, questo ddl cerca di dare una risposta all'esigenza di contrastare la condizione di fragilità dei lavoratori autonomi privi di un'adeguata rete di protezione che ne garantisca la tutela nei momenti di maggiore debolezza. Si tratta, ovviamente, di un percorso che non si esaurisce solo con il disegno di legge in esame, ma potrà completarsi con futuri interventi, a partire dalla realizzazione delle deleghe.


Smart working
Non sono però solo i lavoratori autonomi ad essere interessati da questo provvedimento. Un’altra importante novità contenuta nella norma è infatti la disciplina dello smart working (o lavoro agile).
Esso non rappresenta una nuova tipologia contrattuale, né un ibrido tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, ma costituisce una particolare modalità di svolgimento della prestazione di lavoro subordinato basata sulla flessibilità di orari e di sede e caratterizzata principalmente da una maggiore utilizzazione degli strumenti informatici e telematici, nonché dall'assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti al di fuori dei locali aziendali.
Per quanto riguarda il trattamento economico e normativo del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, si stabilisce che questi, oltre ad essere un lavoratore subordinato, ha diritto ad un trattamento non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda.



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