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22 Marzo

60° dei Trattati di Roma, alla Camera il via solenne alle celebrazioni

Con la seduta comune di Camera e Senato per ascoltare il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno preso ufficialmente il via questa mattina le celebrazioni per i sessant'anni dei Trattati di Roma.

Come ha sottolineato il Presidente nel suo intervento, la celebrazione di questo anniversario richiede che sul percorso di integrazione europea si svolga una riflessione, la cui necessità è accresciuta dall'uscita, per la prima volta, di un Paese dell'Unione, il Regno Unito.
L'Europa che abbiamo conosciuto in questi anni è stata uno strumento essenziale di stabilità e di salvaguardia della pace, di crescita economica e di progresso, di affermazione di un modello sociale sin qui ancora ineguagliato, fatto di diritti e civiltà.

Oggi invece l'Europa appare quasi ripiegata su se stessa; spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell'intraprendere la rotta. Ciò che è certo è che nessun ritorno alle antiche sovranità nazionali potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, benessere e prosperità, perché nessun Paese europeo, da solo, potrà mai affacciarsi sulla scena internazionale con la pretesa di influire sugli eventi, considerate le proprie dimensioni e la scala dei problemi.

Oggi, così come accadeva sessant'anni fa, abbiamo bisogno dell'Europa unita, perché le esigenze di sviluppo e di prosperità del nostro continente sono, in maniera indissolubile, legate alla capacità collettiva di poter avere voce in capitolo sulla scena internazionale, affermando i valori, le identità, gli interessi dei nostri popoli. L'identità europea è costituita dall'insieme del patrimonio culturale e della eredità storica di ciascuno e da un patrimonio di principi condivisi, sviluppato congiuntamente in questi decenni. Ciò che serve è dunque prevedere i mezzi adatti a far sì che l'integrazione possa proseguire. Le prove alle quali l'Unione Europea è chiamata a tenere testa - oltre a quella finanziaria e a quella migratoria, quelle ai confini orientale e mediterraneo dell'Unione e l'offensiva terroristica - pongono con forza l'esigenza di rilanciare la sfida per una riforma dei Trattati, sfida ineludibile.

Costruire il futuro richiede all'Italia e all'Europa ogni possibile risorsa, una straordinaria unità d'intenti e una solida fiducia nei valori fondanti del processo di integrazione.



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