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24 Marzo

Terremoto, approvato alla Camera il decreto contenente i nuovi interventi urgenti. Ora il provvedimento passa al Senato

Ieri la Camera ha approvato il decreto legge recante “Nuovi Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017”.

Il provvedimento interviene a modificare in più punti il decreto-legge n. 189 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, che ha disciplinato gli interventi urgenti destinati ai territori colpiti dagli eventi sismici iniziati lo scorso agosto e il cui ambito di applicazione è già stato ampliato dal successivo decreto-legge n. 205 del 2016 anche ai Comuni colpiti dalle scosse del 26 e del 30 ottobre 2016.

Il decreto approvato ieri è quindi intervenuto su un impianto normativo di gestione dell'emergenza e di avvio della ricostruzione già ampiamente definito attraverso i provvedimenti sopra citati, ed introduce regole più snelle e aiuti per i cittadini e le imprese delle zone colpite dal terremoto di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, con l’obiettivo di semplificare e accelerare le varie fasi della ricostruzione.
Sono infatti stati affrontati alcuni nodi emersi nel corso della gestione dell'emergenza e dell'avvio della ricostruzione di questi mesi:

  • il tema del personale;
  • il sostegno agli enti locali impegnati nella ricostruzione;
  • l'accelerazione delle procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie per le casette, per le stalle e per le scuole.

Sono poi state potenziate le misure a sostegno dell'economia dei territori colpiti dal sisma, in particolare con la norma sul danno indiretto che vuole sostenere soprattutto il settore del turismo e del commercio, strategici per le regioni del centro Italia. Anche altre norme vanno in questa direzione: le agevolazioni per gli investimenti, la moratoria su mutui di imprese e privati, la priorità dei contratti di sviluppo per le regioni del sisma.

Sono stati infine chiariti alcuni aspetti per rendere le norme meglio applicabili e per arrivare ad una ricostruzione più veloce, trasparente e puntuale, anche per i tanti beni architettonici e culturali di cui sono ricche le regioni colpite: con l’approvazione di un emendamento del deputato Ermete Realacci tutta la quota dello Stato dell'8x1000 sarà destinata, per 10 anni, alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal sisma. Si tratta di circa 150/200 milioni l'anno che garantiranno una fonte certa e sicura di finanziamenti, due miliardi in dieci anni.

Il provvedimento passa ora al Senato.



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