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07 Aprile

Centri di accoglienza di San Carlo e Macerone, situazione inaccettabile. La Prefettura intervenga

“L'apertura di due strutture sul territorio del Comune di Cesena (nelle frazioni di San Carlo e Macerone) ad alta capacità con funzione di "hub" si colloca al di fuori delle buone pratiche fino ad ora seguite, grazie al prezioso lavoro dei servizi sociali dei Comuni, che hanno garantito un trattamento dignitoso alle persone accolte e al tempo stesso "impegnate" in piccoli lavori socialmente utili”.

Con queste parole lo scorso mese di settembre commentavo la decisione della Prefettura di Forlì-Cesena di bypassare, di fatto, l’interlocuzione con i Comuni nella gestione del piano di accoglienza dei profughi richiedenti asilo, affidando direttamente all’associazione Croce d’Oro la gestione dei due mini hub (strutture che ospitano i richiedenti asilo in attesa di ricevere il via libera per trasferirsi in un centro di accoglienza vero e proprio) di San Carlo e Macerone.
Ciò a dimostrazione che le criticità a cui si sarebbe andati incontro con questo metodo di gestione erano già presumibili da allora. Ora sono sotto i nostri occhi.

Le condizioni in cui vivono gli ospiti del centro di San Carlo (tra cui una donna incinta) sono infatti ben note, anche grazie al prezioso lavoro di informazione svolto da testate giornalistiche come il Corriere Romagnasporcizia, sovraffollamento, servizi igienici inadeguati, pasti carenti, persone lasciate a trascorrere le loro giornate senza il coinvolgimento in alcun tipo di attività.
A questo si è trovata di fronte la collega deputata Sandra Zampa quando è andata a visitare quella struttura la scorsa settimana. Una situazione in cui sono del tutto calpestati gli elementari principi di rispetto della dignità umana, nonostante il decreto legislativo 142/2015, di attuazione della direttiva europea che stabilisce le norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, preveda che il richiedente asilo venga trattenuto in questi centri “con modalità che assicurano la necessaria assistenza e il pieno rispetto della sua dignità”.

Per questo motivo abbiamo chiesto al Prefetto di Forlì-Cesena un incontro urgente per sollecitare un suo intervento. Prima di questo incontro, che ci aspettiamo avverrà nei prossimi giorni, visiterò anche la struttura di Macerone gestita dalla stessa Associazione e, pare, con le stesse inaccettabili modalità.



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