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19 Aprile

Mini-hub di San Carlo e Macerone, c'è l'impegno della Prefettura a risolvere una situazione non più tollerabile

Ieri, insieme alla collega deputata Sandra Zampa, ho incontrato il Prefetto di Forlì-Cesena Fulvio Rocco de Marinis per sollecitare un suo intervento a fronte delle notevoli criticità emerse nella gestione dei due mini-hub di San Carlo e Macerone.

È stato un incontro positivo, innanzitutto perché si è riconosciuto, da parte della Prefettura, che il problema c'è. D'altro canto già nei giorni scorsi la stessa Prefettura, con la stipula della nuova convenzione con l'Unione dei Comuni Valle Savio per l’accoglienza dei rifugiati (convenzione che ha riconosciuto all'Unione il ruolo di Coordinatore ufficiale dei servizi di accoglienza e, in virtù di ciò, in futuro la gestione dell’intero sistema di accoglienza sarà in capo solo ai Servizi sociali dell’Unione), ha dimostrato la propria volontà di andare oltre questo modello di gestione, e questo è senz'altro un fatto positivo.

Ora l'auspicio è che tra pochi mesi la situazione che io e la collega Sandra Zampa abbiamo visto con i nostri occhi venga superata. Sporcizia, sovraffollamento, servizi igienici inadeguati, pasti carenti, persone lasciate a trascorrere le loro giornate senza il coinvolgimento in alcun tipo di attività, gravi carenze rispetto all'assistenza legale e psicologica degli ospiti, nessuna attività di mediazione culturale, nessun corso di italiano. Queste condizioni, che evidenziano come nei due mini-hub manchino completamente tutte le attività che devono accompagnare l'accoglienza favorendo l'integrazione, attività previste tra l'altro dal regolamento che le Prefetture si sono date rispetto all'accoglienza dei richiedenti asilo, dimostrano che quelle strutture così come sono ora vanno superate.

È però importante che tutti i Comuni, ciascuno in rapporto alle proprie dimensioni, facciano il massimo sforzo per arrivare in condizioni ottimali all'accoglienza. Dobbiamo infatti ricordarci che se si è arrivati a questa situazione, in cui la Prefettura, per ragioni di urgenza e di emergenza, è dovuta ricorrere all'affidamento diretto di strutture di accoglienza, bypassando di fatto l'interlocuzione con i Comuni, è anche perché non tutti i Comuni del territorio hanno fatto fino in fondo la loro parte.



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