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28 Aprile

Niente 25 aprile per 7 alunni di San Giorgio. Un episodio che fa riflettere e ci deve preoccupare

Di seguito la mia intervista rilasciata ieri, giovedì 27 aprile, al Corriere Romagna.
di Giorgia Canali

Ha suscitato clamore e dispiacere la scelta di alcuni genitori di alunni della scuola media di San Giorgio di non far partecipare i propri figli alle celebrazioni per il 25 aprile al quartiere Cervese Nord. A darne notizia due giorni fa è stato il Sindaco Paolo Lucchi, che prima di lasciare la parola ai due oratori ufficiali, i parlamentari Enzo Lattuca e Mara Valdinosi, ha espresso il proprio rammarico per la scelta di quei genitori. Oggetto del contendere, pare fosse la scelta di far cantare il canto partigiano “Bella Ciao”, al punto che un padre avrebbe “ordinato” alla figlia di non intonare il canto simbolo della Resistenza. Una notizia che ha lasciato attoniti quanti si erano radunati davanti al monumento ai caduti della Resistenza, Lattuca compreso. «Alcuni genitori – esordisce il deputato Pd – si rifiutano di far partecipare i propri figli alle celebrazioni del 25 aprile in orario scolastico e di cantare Bella Ciao. Succede a Cesena. Nel frattempo a Roma non si riesce a ricordare la Liberazione con un unico corteo e a Milano si sentono fischi idioti rivolti contro la Brigata Ebraica».

Cosa direbbe a quei genitori?
«Scoprire un Paese diviso anche il 25 aprile quando la Liberazione dovrebbe rappresentare una ritrovata Unità dopo l'occupazione nazifascista fa riflettere e preoccupa. La Festa della Liberazione è la festa di tutti. Ce lo ricordano le parole del partigiano Bulow, Arrigo Boldrini: "Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c'era ed anche per chi era contro". Bisognerebbe ricordarlo anche a quei genitori che forse non hanno riflettuto abbastanza sul da farsi. Più in generale la necessità di agire con un quotidiano impegno civile in grado di combattere l'individualismo sfrenato, la distrazione, l’indifferenza e la rassegnazione».

Qualcuno in queste ore ha provato a mettere in dubbio l’opportunità della scelta della scuola. Che ne pensa?
«La scuola rappresenta un presidio di educazione alla cittadinanza fondamentale. Gli insegnanti continuino il loro impegno senza farsi intimidire da pressioni inopportune. Sappiano che le istituzioni sono al loro fianco come ha dimostrato il Sindaco».

In tanti guardano con estrema preoccupazione alla scelta di quei genitori. Deve spaventare quanto accaduto?
«Non voglio enfatizzare ciò che è avvenuto, ma si deve tenere alta la guardia, prestare attenzione ai sintomi, per mettere in atto, in tempo utile, gli antidoti, assolutamente indispensabili soprattutto in periodi di crisi economiche e sociali e di declino morale. Soffia un brutto vento per l'Europa, non pensiamo di essere immuni».



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