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13 Maggio

Approvata alla Camera la legge sul biologico

La produzione agricola biologica sarà "attività di interesse nazionale con funzione sociale, in quanto attività economica basata, tra l'altro, sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali e sulla riduzione delle emissioni inquinanti". È quanto prevede il testo della legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura effettuate con metodo biologico” (qui un approfondimento) approvato la settimana scorsa alla Camera, e che ora passa all’esame del Senato.

L’Italia è il sesto Paese al mondo per superficie agricola senza concimi e pesticidi chimici di sintesi, il nono per percentuale di agricoltura biologica rispetto a quella totale, mentre in Europa il nostro Paese detiene il primato per numero di aziende agricole biologiche. Le aziende agricole italiane che applicano i metodi di coltivazione biologica sono infatti più di 60.000, in una superficie di più di un milione e mezzo di ettari (oltre il 12% della superficie agricola), e sono oltre 8.000 le imprese che trasformano la materia prima biologica prodotta, impiegando l’intero comparto circa 250.000 addetti.

Le innovazioni introdotte con questa legge sono molteplici: dalla equiparazione del metodo di agricoltura biodinamica al metodo biologico alla costituzione di un Tavolo tecnico per l'agricoltura biologica, volto anche alla promozione dei prodotti biologici, all’adozione triennale di un "Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici", aggiornato annualmente. È prevista poi la nascita di un "Fondo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica", con una riserva del 30% alla ricerca, alimentato dal 2% del fatturato dell'anno precedente relativo alla vendita di prodotti fitosanitari.

La legge che abbiamo approvato alla Camera introduce poi disposizioni innovative in materia di organizzazione della produzione e del mercato: imprese agricole, singole e associate, organizzazioni di produttori e soggetti pubblici e privati possono promuovere la costituzione di un distretto biologico per favorire lo sviluppo dei processi di preparazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti biologici e per promuovere e sostenere le attività collegate all'agricoltura biologica (come la somministrazione di cibi biologici nella ristorazione pubblica, la vendita diretta di prodotti biologici, l'attività agrituristica, il turismo rurale, le azioni di tutela della biodiversità agricola e l'agricoltura sociale). Per favorire l’aggregazione imprenditoriale e l’integrazione tra le diverse fasi della filiera dei prodotti biologici, infine, questa legge prevede la possibilità di stipulare contratti di rete tra imprese.



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