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22 Agosto

Acquisizione Carisp – Credit Agricole, una opportunità per tutti

 
L’acquisizione da parte del gruppo Credit Agricole della Cassa di Risparmio di Cesena, insieme alle Casse di Risparmio di Rimini e San Miniato, rappresenta una opportunità da cogliere da parte di tutti.
 
Infatti, diversamente dalle altre due banche coinvolte, la Cassa di Risparmio di Cesena ha, già nel luglio scorso, intrapreso la strada per il risanamento, dapprima ricapitalizzandosi e mettendosi in sicurezza e poi abbattendo l’ammontare delle perdite nel bilancio 2016 e provvedendo, con la piena collaborazione di tutti i soggetti - a partire dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali - ad una radicale (e pesante dal punto di vista degli esuberi) ristrutturazione aziendale, che sembra avere consentito già nel primo trimestre del 2017 di conseguire dei risultati positivi.
 
Oggi, dopo gli sforzi fatti, confido nella disponibilità da parte del Governo, ed in particolare del Ministro dell’Economia Padoan, a giocare un ruolo importante e decisivo a sostegno di questa operazione così come avvenuto, con strumenti diversi, per la risoluzione di tante altre situazioni critiche che hanno riguardato l’intero settore bancario.
L’auspicio è che a settembre l’acquisizione possa essere perfezionata superando lo scoglio rappresentato dalla valutazione dei crediti deteriorati. Questo consentirebbe all’economia del nostro territorio di avere una banca con “respiro” europeo, ai soci di potere avere interlocuzione riguardo ai warrant, ai dipendenti di potere dare concretezza agli sforzi fatti per garantirsi una ancora più solida prospettiva futura.
 
Per cercare di concretizzare in termini positivi queste prospettive è importante che sin da ora le istituzioni si mettano a disposizione per costruire una relazione positiva con chi guiderà il nuovo corso della Carisp, al fine di far valere la peculiarità della situazione della cassa cesenate, i sacrifici significativi già fatti rispetto agli altri due istituti di credito coinvolti, la necessità di mantenere un radicamento nel territorio che garantisca livelli occupazionali, affidabilità per i risparmiatori e disponibilità di credito per le nostre imprese.
 
Non deve sfuggire che una positiva soluzione per i c.d. warrant concessi agli azionisti rappresenterebbe un segnale fondamentale per la ricostruzione del rapporto di fiducia tra la banca e i tanti risparmiatori correntisti prima ancora che azionisti.


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