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03 Agosto

Aboliti i vitalizi

La settimana scorsa alla Camera abbiamo approvato la legge che "abolisce" i vitalizi per i parlamentari e per i consiglieri regionali – la Regione Emilia-Romagna, a questo proposito, già lo scorso mese di maggio aveva approvato la riforma dei vitalizi erogati a ex consiglieri e assessori regionali, decidendo al contempo di eliminarli per i consiglieri e gli assessori attualmente in carica e per quelli eletti in futuro.

A dire il vero per i parlamentari eletti in questa legislatura già valeva un sistema previdenziale di tipo contributivo, a seguito della riforma dei Regolamenti interni delle Camere del 2012. Dunque per chi, come il sottoscritto, è stato eletto alle elezioni del 2013 la pensione verrà determinata sulla base del montante contributivo versato, calcolato tenendo conto dei versamenti obbligatori mensili che vengono trattenuti ad ogni parlamentare.


Chi potrà avere accesso alla pensione
Hanno accesso al trattamento previdenziale i membri del Parlamento che abbiano esercitato il mandato parlamentare per almeno cinque anni, anche cumulando la durata dei mandati di più legislature.
Il trattamento previdenziale sarà corrisposto ai membri del Parlamento cessati dal mandato a decorrere dal raggiungimento di un’età pari a quella prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti.


Sospensione del trattamento previdenziale
Nel caso in cui il membro del Parlamento, già cessato dal mandato, sia rieletto membro del Parlamento nazionale o europeo, sia eletto consigliere regionale o sia nominato componente del Governo nazionale, assessore regionale o titolare di un incarico istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevedano l’incompatibilità con il mandato parlamentare, è prevista una sospensione dell’erogazione del trattamento previdenziale. Tale sospensione durerà per tutta la durata del mandato o dell’incarico e riprenderà alla sua cessazione.


Ora la vera novità di questa legge – che porterà ad un risparmio su base annua di 50-60 milioni di euro – è che viene applicato un sistema pensionistico di tipo contributivo anche a quei parlamentari cessati dal mandato prima del 2012 che, fino ad oggi, hanno continuato a beneficiare degli assegni vitalizi pre-riforma.

Questa decisione di ricalcolare con i criteri del sistema contributivo i vitalizi che oggi sono già erogati agli ex parlamentari e che erano stati calcolati con un sistema differente dal contributivo non ha precedenti, ed è molto importante stabilire che questa rideterminazione, che vale per i parlamentari, non debba mai valere, in assoluto, per i lavoratori dipendenti e autonomi. Se questo passaggio fosse visto come un precedente che autorizza lo Stato, per ragioni di economia e di finanza pubblica, a mettere in discussione un diritto acquisito quale è quello della pensione sarebbe infatti gravissimo. Tra l’altro ricalcolare con il sistema contributivo pensioni che oggi sono erogate con un differente sistema di calcolo finirebbe per penalizzare i pensionati che hanno pensioni basse perché chi ha pensioni alte, nella stragrande maggioranza dei casi, ha anche dei montanti contributivi molto alti, dovuti a determinati percorsi di carriera.



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