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26 Maggio

Vaccini obbligatori, maneggiare con cura

Il Consiglio dei Ministri, il 19 maggio scorso, ha dato il via libera al decreto-legge che introduce l'obbligo delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola a partire dal prossimo anno scolastico 2017/2018.
Il testo riguarda i bambini da 0 a 6 anni, prevedendo l'impossibilità, per quelli non vaccinati, di iscriversi ad asili nido e scuole materne. Per le scuole dell'obbligo, invece, la mancata vaccinazione sarà punita con una sanzione pecuniaria nei confronti dei genitori (fino ad oggi, anche se il vaccino era considerato obbligatorio, la legge non prevedeva particolari sanzioni per i genitori che avessero scelto di non vaccinare i bambini). Escludere dalla frequentazione della scuola dell'obbligo, quindi a partire da quella primaria, minori non vaccinati per una scelta irresponsabile dei propri genitori avrebbe infatti potuto esporre la nuova legge ad una valutazione da parte della Corte Costituzionale dall'esito non scontato.

Sulla base di quanto scritto nel testo del decreto, le valutazioni a mio avviso importanti, in questa fase, sono di tre ordini.

Innanzitutto l’utilizzo dello strumento del decreto legge non deve creare l’inquietudine che ci stiamo trovando di fronte ad epidemie. L’obiettivo del Governo, infatti, è stato quello di dare effettività all’obbligo vaccinale, in modo da superare l’attuale frammentazione normativa e garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale la copertura vaccinale (in Emilia-Romagna, ad esempio, già dallo scorso novembre è in vigore una legge regionale che prevede l’obbligo di vaccinazione dei bambini iscritti al nido).

Nello stesso tempo, tuttavia, si deve garantire al bambino l’accesso a scuola. Il decreto prevede che non possano essere iscritti agli asili nido ed alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie e che, in questo caso, il dirigente scolastico segnali, entro 5 giorni, all’Azienda sanitaria competente il nominativo del bambino non vaccinato, affinché si adempia all’obbligo vaccinale. È dunque evidente l’importanza di studiare un sistema che coinvolga Asl e scuole perché questo passaggio (segnalazione da parte della scuola e successiva vaccinazione del bambino) avvenga nella maniera più lineare e meno burocratizzata possibile, garantendo al bambino l’accesso a scuola.

Infine, ma non meno importante, non dimentichiamo che questo testo dovrà approdare in Parlamento. E in quella fase ci saranno senz’altro la possibilità e il tempo per apportare eventuali correttivi, in particolare per quanto riguarda la definizione dei vaccini da inserire nell’elenco di quelli obbligatori.



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