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25 Maggio

Legge sui parchi, al via l’esame alla Camera

In queste settimane alla Camera stiamo votando la c.d. riforma della legge sui parchi(modifiche alla legge quadro 394/91 sulle aree protette). Si tratta di un provvedimento importante e molto atteso, già approvato in prima lettura dal Senato dopo un lavoro durato tre anni.b Il testo, tra le tante cose, introduce due novità rilevanti e significative per la gestione delle aree protette.

La prima riguarda la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio per gli interventi edilizi da realizzare nel territorio dei parchi nazionali. Ad oggi tale funzione viene esercitata attraverso un duplice e spesso contraddittorio e dispersivo controllo, fonte di ritardi, confusioni ed incertezze negative per i territori e la stessa funzione di tutela. L’innovazione riconosce al Piano del Parco il valore di Piano Paesaggistico e, pertanto, concentra nell’Ente Parco il ruolo di soggetto regolatore, competente per il rilascio del nulla osta diretto a verificare il rispetto fondamentale delle prescrizioni paesaggistiche e compatibilità del singolo intervento.
La seconda riguarda i beni demaniali che potranno essere concessi ai parchi, ottenendo così da un lato una maggiore ottimizzazione delle risorse e dall’altro preservando l’autonomia ed il ruolo degli Enti locali nell’utilizzo dei beni demaniali presenti nel territorio dell’area protetta. È anche grazie a queste modifiche che sarà possibile snellire la gestione e la fruizione dei parchi nazionali e regionali.

Inoltre il testo:

  • riforma la governance dei parchi e semplifica la burocrazia, snellendo le procedure di nomina del presidente e rafforzandone le competenze manageriali, istituendo la selezione pubblica per il direttore e allargando la partecipazione degli stakeholder nei consigli.
  • Rafforza la tutela della biodiversità, affidando agli enti di gestione dei parchi anche le aree protette contigue e prevedendo l’estensione a mare dei parchi terrestri.
  • Prevede una nuova gestione della fauna selvatica: sancito il divieto di caccia, si stabilisce una gerarchia di intervento per l’eradicazione controllata delle specie dannose e alloctone.
  • Valorizza le risorse e i beni dei parchi, con una delega al Governo per la remunerazione dei servizi forniti dagli ecosistemi e prevedendo royalty per impianti e reti energetiche interne, già esistenti.

Infine vengono istituiti 2 nuovi parchi nazionali, del Matese e di Portofino, e viene attribuita al governo una delega per la nascita del Parco interregionale del Delta del Po, attraverso il riordino delle aree naturali protette della zona deltizia che attualmente ricadono nelle Regioni Emilia-Romagna e Veneto.



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