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15 Giugno

Finalmente approda al Senato la legge sulla cittadinanza

Finalmente il Senato, in un clima a tratti da curva (lega)nord, ha iniziato l’esame del disegno di modifica alle legge sulla cittadinanzaapprovata dalla Camera nell’ottobre 2015 (qui il mio intervento in Aula in occasione dell'esame della pregiudiziale di costituzionalità presentata dalla Lega Nord).

Con questa legge andiamo verso un nuovo concetto di cittadinanza, non più basato sull'appartenenza di sangue o sull'etnia – tipico di una nazione caratterizzata dall'emigrazione, qual era l’Italia fino alla metà del secolo scorso – ma basata sulla volontà degli individui di far parte di una comunità nazionale e politica. La nuova legge introduce infatti due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: ius soli (“diritto legato al territorio”) e ius culturae (“diritto legato all’istruzione”).

Nel primo caso (ius soli) tutti i minori nati in Italia da genitori stranieri potranno ottenere la cittadinanza italiana a condizione che almeno uno dei due genitori si trovi legalmente in Italia da almeno 5 anni. Nel secondo caso (ius culturae) potranno diventare cittadini italiani i minorenni stranieri nati in Italia o che vi abbiano fatto ingresso entro il dodicesimo anno di età che abbiano frequentato regolarmente almeno 5 anni di scuola o che abbiano conseguito una qualifica negli istituti professionali. I ragazzi nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni potranno ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.

Ora, sperando di non dover assistere più alla bagarre leghista che abbiamo visto ieri, l’auspicio è che si arrivi ad approvare la legge entro la fine di questa legislatura.



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