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12 Giugno

Iniziato l'esame del Decreto legge di rilancio dell’agricoltura

 

In settimana alla Camera abbiamo iniziato l'esame del Decreto legge n.51 del 2015 contenente misure urgenti per il rilancio dei settori agricoli che versano ormai da anni in una situazione di crisi strutturale. Il provvedimento è il risultato conclusivo di un ottimo lavoro di squadra tra Governo e maggioranza nelle commissioni che risponde ai bisogni e alle esigenze di numerosi operatori nel settore. Si tratta di un mix tra misure d’emergenza e provvedimenti volti ad assicurare uno sviluppo futuro al comparto. Nel dl sono state individuate misure di sostegno ad alcuni tra i settori prioritari della nostra agricoltura: latte e olio, ed è stato affrontato il tema urgente delle colture colpite da fitopatie e delle calamità naturali.

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10 Giugno

Approvata la legge europea

 

La legge europea, insieme alla legge di delegazione europea, è uno dei due strumenti previsti dalla legge 24 dicembre 2012 n.234 con lo scopo di adeguare il nostro ordinamento a quello dell’Unione Europea.

In particolare nel disegno di legge europea sono inserite le disposizioni finalizzate a porre rimedio al non corretto recepimento della normativa dell'Unione europea nell'ordinamento nazionale, nei casi in cui il Governo abbia riconosciuto la fondatezza dei rilievi mossi dalla Commissione europea nell'ambito di procedure di infrazione o di procedure di pre-infrazione.

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19 Marzo

IMU Agricola: approvato il decreto

 

Dopo le modifiche apportate dal Senato, oggi alla Camera abbiamo approvato in via definitiva il decreto legge n.4 del 20015 contenente misure urgenti in materia di esenzione IMU. Negli ultimi mesi si sono fatti notevoli passi in avanti che hanno migliorato la situazione. Grazie all’intervento del Cdm sull’Imu agricola, si è corretto il tiro rispetto al Dm del novembre 2014. In particolare si è passati da circa 1500 comuni a 3456 comuni esenti e a 655 unità per i comuni parzialmente esenti. Con gli emendamenti approvati al Senato, poi, le esenzioni sono state estese ai terreni agricoli e non coltivati delle isole minori e si è introdotta la detrazione di 200 euro per i terreni della ‘Collina svantaggiata’”, interventi che tra l’altro hanno coinvolto anche comuni del nostro territorio come Borghi e Roncofreddo. Nonostante il lavoro svolto restano ancora alcune questioni aperte. In primis la necessità di tenere conto delle reali condizioni socio-economiche ed agrarie dei territori (aree svantaggiate), e dell’effettiva redditività dei terreni agricoli, al fine di creare una situazione di equità tra la misure dell’imposta e la capacità contributiva. Infine c’è la grande questione che coinvolge i Comuni che dovrebbero essere coinvolti da una compensazione tra il gettito stimato e il gettito effettivo dell’imposta. Ormai il tempo stringe, le questioni appena accennate restano aperte ma non ci sono più i tempi per ulteriori modifiche, visto che i termini del decreto legge stanno per scadere. Per questo motivo – ascoltando i sindaci dei territori interessati e le associazioni agricole – abbiamo presentato e votato alcuni ordini del giorno per impegnare il Governo a riconsiderare i criteri di esenzione introdotti per estenderne l’applicabilità anche ai terreni che si trovano in zone svantaggiate, non ricomprese tra i Comuni montani e parzialmente montani; a disporre la riapertura dei termini per l’accesso ai mutui senza interessi con la Cdp; a estendere l’esenzione ai piccoli proprietari, anche non agricoltori, di terreni per autoconsumo familiare o che li abbiano ceduti a imprenditori agricoli nonché agevolare le cooperative sociali, le aziende condotte da giovani, o quelle colpite da eventi alluvionali o fitopatie; ripristinare le agevolazioni Irap per il comparto primario.

 

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06 Maggio

Approvata alla Camera la legge sugli ecoreati

 

Martedì – dopo un lungo iter - abbiamo approvato alla Camera la proposta di legge sui cosiddetti ecoreati, un provvedimento introduce nel nostro ordinamento i nuovi reati ambientali, apportando una decisa svolta culturale in materia: l’uso criminale dei beni comuni non è in alcun modo consentito e chi sbaglia paga. Da anni, infatti, la criminalità organizzata ha messo le mani sulle nostre risorse ambientali. Si stima che attorno ai crimini ambientali la malavita abbia sviluppato un vero e proprio business che ammonterebbe a 15 miliardi di euro annui. Oggi in Italia vige il testo unico per l’ambiente il cui regime sanzionatorio è basato principalmente sulle contravvenzioni, ossia ipotesi di reato che puniscono la messa in pericolo dei beni ambientali con sanzioni abbastanza leggere. Il testo che abbiamo approvato alla Camera, individua nuove fattispecie di reato tra le quali l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico illecito di materiale radioattivo e i reati di impedimento al controllo e l’omessa bonifica. Il testo introduce sanzioni accessorie molto efficaci tra le quali una speciale aggravante, legata ai reati che vengono commessi dalla criminalità organizzata, che ha l’obiettivo di colpire in maniera puntuale proprio le cosiddette ecomafie. Per delitti come l’inquinamento o il disastro ambientale abbiamo inserito il raddoppio dei termini di prescrizione. Previsti inoltre il cosiddetto ravvedimento operoso e il procedimento oblativo per le contravvenzioni meno gravi. In sostanza chi ha sbagliato pagando e cooperando con le autorità può vedere scontata la propria pena. Ora – dopo le modifiche apportate al provvedimento – il testo tornerà al Senato, dove ci auguriamo si arrivi ad un’approvazione definitiva in tempi brevi, perché anche in questo caso, siamo di fronte ad una legge necessaria e urgente, raccomandata anche dalle autorità europee a tutti i paesi membri che non hanno ancora legiferato in materia.

 

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04 Marzo

Quote latte: la Lega chieda scusa

 

Proprio mentre Salvini si apprestava ad organizzare la manifestazione a Roma – in compagnia di tutti gli estremisti di destra riuniti – è arrivata la notizia che la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per la mancata riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte. Ad annunciarlo è stato il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che ora si trova tra le mani un serio problema che ha le sue radici nel passato, quando al Governo insieme al centrodestra c’era la Lega Nord. Rischiamo una multa molto pesante, semplicemente per il fatto che il Carroccio – insieme al Governo Berlusconi – invece di affrontare la questione in maniera seria, ha preferito offrire facili scorciatoie agli allevatori che non rispettavano le regole; il tutto a soli scopi elettorali. Ai circa 30 mila allevatori italiani che hanno rispettato le regole, se ne sono affiancati un migliaio che invece hanno agito nell’illegalità. Per colpa di questi tutti i cittadini italiani molto probabilmente saranno chiamati a pagare, l’ultima volta il conto è stato salatissimo, 4,5 miliardi di euro: 75 euro a persona, bambini compresi. Quando si violano le regole per favorire una parte, a scopi prettamente elettorali, non si può dire che si è lavorato per difendere i piccoli dai grandi ma si è semplicemente data copertura politica a chi aggirava le regole danneggiando proprio quelle miglia di allevatori italiani che invece quelle regole le hanno rispettate. Il Governo ora dovrà tentare la difficile strada di chiarire in sede europea quanto accaduto, facendo in modo che a pagare non siano tutti ma solamente coloro che non hanno rispettato le regole.



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