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19 Marzo

IMU Agricola: approvato il decreto

 

Dopo le modifiche apportate dal Senato, oggi alla Camera abbiamo approvato in via definitiva il decreto legge n.4 del 20015 contenente misure urgenti in materia di esenzione IMU. Negli ultimi mesi si sono fatti notevoli passi in avanti che hanno migliorato la situazione. Grazie all’intervento del Cdm sull’Imu agricola, si è corretto il tiro rispetto al Dm del novembre 2014. In particolare si è passati da circa 1500 comuni a 3456 comuni esenti e a 655 unità per i comuni parzialmente esenti. Con gli emendamenti approvati al Senato, poi, le esenzioni sono state estese ai terreni agricoli e non coltivati delle isole minori e si è introdotta la detrazione di 200 euro per i terreni della ‘Collina svantaggiata’”, interventi che tra l’altro hanno coinvolto anche comuni del nostro territorio come Borghi e Roncofreddo. Nonostante il lavoro svolto restano ancora alcune questioni aperte. In primis la necessità di tenere conto delle reali condizioni socio-economiche ed agrarie dei territori (aree svantaggiate), e dell’effettiva redditività dei terreni agricoli, al fine di creare una situazione di equità tra la misure dell’imposta e la capacità contributiva. Infine c’è la grande questione che coinvolge i Comuni che dovrebbero essere coinvolti da una compensazione tra il gettito stimato e il gettito effettivo dell’imposta. Ormai il tempo stringe, le questioni appena accennate restano aperte ma non ci sono più i tempi per ulteriori modifiche, visto che i termini del decreto legge stanno per scadere. Per questo motivo – ascoltando i sindaci dei territori interessati e le associazioni agricole – abbiamo presentato e votato alcuni ordini del giorno per impegnare il Governo a riconsiderare i criteri di esenzione introdotti per estenderne l’applicabilità anche ai terreni che si trovano in zone svantaggiate, non ricomprese tra i Comuni montani e parzialmente montani; a disporre la riapertura dei termini per l’accesso ai mutui senza interessi con la Cdp; a estendere l’esenzione ai piccoli proprietari, anche non agricoltori, di terreni per autoconsumo familiare o che li abbiano ceduti a imprenditori agricoli nonché agevolare le cooperative sociali, le aziende condotte da giovani, o quelle colpite da eventi alluvionali o fitopatie; ripristinare le agevolazioni Irap per il comparto primario.

 

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