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06 Maggio

Approvata alla Camera la legge sugli ecoreati

 

Martedì – dopo un lungo iter - abbiamo approvato alla Camera la proposta di legge sui cosiddetti ecoreati, un provvedimento introduce nel nostro ordinamento i nuovi reati ambientali, apportando una decisa svolta culturale in materia: l’uso criminale dei beni comuni non è in alcun modo consentito e chi sbaglia paga. Da anni, infatti, la criminalità organizzata ha messo le mani sulle nostre risorse ambientali. Si stima che attorno ai crimini ambientali la malavita abbia sviluppato un vero e proprio business che ammonterebbe a 15 miliardi di euro annui. Oggi in Italia vige il testo unico per l’ambiente il cui regime sanzionatorio è basato principalmente sulle contravvenzioni, ossia ipotesi di reato che puniscono la messa in pericolo dei beni ambientali con sanzioni abbastanza leggere. Il testo che abbiamo approvato alla Camera, individua nuove fattispecie di reato tra le quali l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico illecito di materiale radioattivo e i reati di impedimento al controllo e l’omessa bonifica. Il testo introduce sanzioni accessorie molto efficaci tra le quali una speciale aggravante, legata ai reati che vengono commessi dalla criminalità organizzata, che ha l’obiettivo di colpire in maniera puntuale proprio le cosiddette ecomafie. Per delitti come l’inquinamento o il disastro ambientale abbiamo inserito il raddoppio dei termini di prescrizione. Previsti inoltre il cosiddetto ravvedimento operoso e il procedimento oblativo per le contravvenzioni meno gravi. In sostanza chi ha sbagliato pagando e cooperando con le autorità può vedere scontata la propria pena. Ora – dopo le modifiche apportate al provvedimento – il testo tornerà al Senato, dove ci auguriamo si arrivi ad un’approvazione definitiva in tempi brevi, perché anche in questo caso, siamo di fronte ad una legge necessaria e urgente, raccomandata anche dalle autorità europee a tutti i paesi membri che non hanno ancora legiferato in materia.

 

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