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Bullismo e cyberbullismo: alla Camera la legge per contrastare un fenomeno sempre più diffuso

Oggi alla Camera abbiamo votato gli articoli e gli emendamenti del progetto di legge “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, presentata dalla Senatrice del Partito Democratico Elena Ferrara e da altri colleghi del Gruppo e già approvato dal Senato (il voto finale della Camera è previsto per il 20 settembre).

Si tratta di un provvedimento atteso, perché va a colmare le lacune della nostra legislazione su un tema che sta diventando un rilevante problema sociale e culturale. Gli episodi di bullismo sono infatti sempre più frequenti, sia a scuola che in altri ambienti frequentati da giovani e adolescenti. Oggi poi, ad amplificarne la portata e la pericolosità, è lo spostarsi della dinamica tipica del bullismo dal piano delle relazioni reali alla dimensione virtuale.

Questa legge affronta un tema molto delicato con un approccio equilibrato, non trascurando le sanzioni ma privilegiando le misure riparatorie a tutela e protezione delle vittime e, soprattutto, mette al primo posto il ruolo decisivo della prevenzione, attraverso l’educazione all’uso responsabile della rete soprattutto fra i giovani e nella scuola. È prevista ad esempio l’istituzione in ogni scuola di un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo, che coordina le diverse iniziative di prevenzione e contrasto dei fenomeni, anche collaborando con la Polizia postale e le associazioni giovanili presenti sul territorio. Per il sostegno alle attività della Polizia postale e delle comunicazioni – che svolge un ruolo fondamentale di prevenzione e repressione delle attività illecite sulla rete – è previsto un finanziamento di 220.000 euro all’anno nel triennio 2016-2018.

In riferimento al bullismo informatico la legge prevede poi la possibilità per chiunque (anche minore ultraquattordicenne, genitore o esercente la responsabilità sul minore) di chiedere al gestore del sito Internet (o di ogni rete di comunicazione elettronica), l’adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi a sua tutela (oscuramento, rimozione o blocco delle comunicazioni che lo riguardano e dei contenuti specifici che costituiscono cyberbullismo).

L’unico intervento di carattere penalistico è previsto sull'art. 612-bis c.p., ovvero il delitto di atti persecutori (stalking), con un’aggravante specifica che comporta per lo stalking informatico o telematico la reclusione da 1 a 6 anni.



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