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17 Marzo

Una mozione contro il gioco d'azzardo

 

La settimana scorsa alla Camera abbiamo discusso e approvato un mozione attraverso la quale abbiamo chiesto al Governo di mettere in campo una serie di misure di contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo.

I dati aggiornati ad ottobre 2012 confermano la grande espansione del gioco d'azzardo in tutta Italia, con il primato per il fatturato della Lombardia (1.284 milioni di euro), seguita nell'ordine dal Lazio (797), dalla Campania (688), dell'Emilia-Romagna (573), del Veneto (503), del Piemonte (484), della Sicilia (468), della Puglia (438), della Toscana (433), dell'Abruzzo (203). Per quanto riguarda la spesa pro capite al primo posto si colloca l'Abruzzo con 155,28 euro a testa, seguito da Lazio (144,83), Lombardia (132,31), Emilia-Romagna (131,96), Molise (127,52), Liguria (122,23), Marche (121,97), Campania (119,30), Umbria (118,74), Valle D'Aosta (118,29), Toscana (117,91).

Il gioco d'azzardo è la terza industria italiana, con il 3 per cento del prodotto interno lordo nazionale, 5.000 aziende, 120.000 addetti, 400.000 slot machine, 6.181 punti gioco autorizzati, oltre il 15 per cento del mercato europeo e oltre il 4,4 per cento del mercato mondiale, il 23 per cento del mercato mondiale del gioco on-line.

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18 Gennaio

Tagli all'editoria: Presenteremo un emendamento

 

Condivido la preoccupazione del Sindaco Lucchi sul futuro del fondo pubblico per l’editoria la cui continua riduzione rischia di mettere in crisi numerose testate giornalistiche.
Dopo un’efficace riforma avvenuta nel 2012 - che consentiva di distinguere la stampa virtuosa dalle testate che erano solo alla ricerca di sovvenzioni- la spendig review introdotta con le leggi di stabilità del 2014 e 2015 ha coinvolto numerosi settori compresa l’editoria,  riducendo drasticamente il fondo pubblico per l’editoria. Solo con la stabilità 2015 la risorse sono state ridotte quasi del 50% (dai 75 ai 40 milioni), con un sistema retroattivo che mina la sopravvivenza degli organi di stampa.
La libertà di stampa, di cui tanto abbiamo parlato negli ultimi giorni, vive non solo di assenza di censura ma di pluralismo e autonomia.
Per rendere effettivi queste due principi è impossibile pensare che non ci sia un aiuto pubblico all’editoria e le campagne contro i finanziamenti all’editoria e le scelte fatte non hanno reso effettivi tali principi.
Come risposta ai tagli in molti casi si è dovuto fare ricorso ad un aumento della pubblicità, anche a dispetto dei propri lettori, aumentando così le tensioni in tema di autonomia della stampa.
Dopo la chiusura de l’Unità e di altre testate storiche ora il rischio è che anche a livello locale possano chiudere molti organi di informazione che quotidianamente raccontano e approfondiscono la realtà del nostro territorio con quel piglio e quella conoscenza che solo un organo di informazione locale può avere.
Mi rendo subito disponibile a raccogliere l’appello e a presentare insieme ai miei colleghi un emendamento all’interno del “mille proroghe” per evitare che ci sia un taglio così drastico e per evitare che la riduzione abbia effetto retroattivo sui bilanci.
È chiaro che l’emendamento sarà accoglibile solamente se vi sarà disponibilità da parte del Governo e del Sottosegretario Lotti titolare della delega all’editoria.
 

10 Dicembre

Presentato a Roma il Macfrut 2015

Internazionalizzazione e innovazione: saranno queste le parole d’ordine della 32ª edizione del Macfrut, la Fiera Internazione dedicata al mondo dell’ortofrutta che l’anno prossimo, per la prima volta, si terrà alla Fiera di Rimini, dal 23 al 25 settembre 2015. Questa mattina al Ministero delle politiche agricole alla presenza del Ministro Martina,  il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi insieme al Presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini hanno presentato le novità  dell’edizione 2015 che vedrà 400 nuovi buyer e vedrà Unicredit come business partner. Si tratta di una sfida importante che ha coinvolto istituzioni, imprese e associazioni del territorio romagnolo in un’ottica innovativa che ha privilegiato il saper far sistema valorizzando un intero territorio come la Romagna.

09 Gennaio

Per i Conservatori e gli istituti musicali situazione difficile, occorrono più risorse e più equità

 

Il settore dell’ Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica del nostro Paese presenta numerose disfunzioni che stanno minando l’attività quotidiana di numerosi Istituti.
Tra le principali criticità si segnalano una mancanza di comunicazione con il MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca), una sempre più preoccupante mancanza di risorse per gli investimenti nell’edilizia e nella strumentazione didattica oltre ad una ripartizione delle competenze poco chiara tra AFAM e MIUR.
A tutto ciò si aggiunge il permanere di lacune all’attuazione della legge di riforma (508/99) e infine le riduzioni delle spesa previste della Legge di Stabilità 2015 rischiano di compromettere l’attività ordinaria di numerosi e autorevoli Istituti di Alta Formazione.
Per questo motivo ieri – giovedì 8 gennaio - in Commissione Cultura ho presentato una interrogazione per chiedere al Governo 1) quali interventi intenda adottare per garantire la prosecuzione dell’attività dei 52 Istituti statali, dei venti istituti parificati e quattro istituti privati accreditati, 2) a quanto ammonta il contributo erogato a ciascun istituto, 3) come si intenda procedere per il 2015 vista la riduzione del fondo nazionale, 4) quali interventi normativi si intenda adottare per garantire l’attività ordinaria di questi istituti.
La risposta è arrivata in Commissione Cultura ma ritengo non sia soddisfacente, in quanto non sono  stati chiariti i miei quesiti.

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04 Dicembre

La Buona Scuola

Lo scorso 15 novembre si è conclusa la prima fase del progetto La Buona Scuola, un innovativo piano di riforma della scuola pubblica aperto a tutti i cittadini che dal 15 settembre al 15 novembre ha visto oltre 2.000 incontri e dibattiti un tutta Italia per una riforma della scuola che tenga insieme docenti, studenti, famiglie e operatori scolastici.
La prima tesi dalla quale è partito il lavoro del Governo è che l’istruzione è l’unica soluzione strutturale alla disoccupazione e l’unica risposta alla nuova domanda di competenze che il mondo moderno richiede.
Il secondo punto fondamentale del progetto è finalizzato a trasformare l’approccio verso l’istruzione che va considerato come il più grande investimento strategico per il futuro del Paese e non più come un capitolo della spesa pubblica che può essere modificato a seconda delle esigenze del momento.
12 i punti del piano che si pone alcuni importanti obiettivi come quello di combattere il precariato del personale docente attraverso un piano straordinario che prevederà l’assunzione di 150 mila docenti nel settembre 2015, esaurendo le graduatorie e le liste d’attesa che saranno sostituite dai concorsi pubblici. Spazio anche alla semplificazione burocratica e all’innovazione, attraverso il potenziamento dello studio delle lingue straniere, del digitale e dell’economia. La scuola italiana dovrà saper affiancare al “sapere” il “saper fare”; esser maggiormente collegata al mondo del lavoro a partire  da nuovi metodi di insegnamento meno teorici e più pratici.

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