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18 Settembre

Riforma delle pensioni e questione esodati: il Ministero sblocchi le risorse

 

Nei giorni scorsi si è riaperto il confronto sulla riforma delle pensioni – oltre alla proposta di legge sulla flessibilità per l’accesso pensionistico, ferma in Commissione – c’è già con un primo scoglio da superare rappresentato dalla settima salvaguardia degli esodati.
Il fondo per gli esodati - lavoratori a riposo rimasti senza reddito e senza pensione dopo la riforma Fornero - costituito da sei salvaguardie, aveva raccolto nel corso degli anni 11 miliardi e 600 milioni di euro.
In un recente incontro della Commissione Lavoro con i tecnici dei Ministeri competenti è emerso che il fondo esodati 2013-2014 pari a 500 milioni e quello del 2015 pari a 800 milioni non sarebbero utilizzabili in quanto si tratterebbe di risorse non spese e non più recuperabili.
Pare che quindi la linea del Governo sia quella di incamerare i 500 milioni del Fondo per abbattere il debito pubblico ma, così facendo, si aprirebbe una questione enorme, con 49.500 esodati che dovrebbero andare in pensione entro il 2018 che si troverebbero senza salvaguardia. La linea presa dal MEF è incomprensibile perché mette in discussione le funzioni che furono attribuite alla nascita del fondo.
Altre problematiche sono sorte sulle coperture collegate a “opzione donna”, la norma che consente il pensionamento per le donne al raggiungimento del 58° anno con 35 anni di contributi.


A questi temi importantissimi si aggiunge quello della flessibilità pensionistica che non è rientrato tra le priorità del Governo, dopo che anche il Ministro Poletti aveva preso un impegno a riguardo.
Esiste già una nostra proposta di legge in materia di pensionamento flessibile che introduce un meccanismo che permette ai lavoratori che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi - il cui importo sia pari ad almeno 1,5 volte quello dell’assegno sociale – di scegliere il momento in cui andare in pensione all’interno di una fascia tra i 62 e i 70 anni con un sistema di incentivi e disincentivi (+-2% per ogni anno) con il riferimento dei 66 anni come valore neutro. La mia speranza e il mio impegno saranno finalizzati a far sì che si approvi questa proposta come più volte richiesto dal collega Cesare Damiano; siamo davanti a misure che riguardano il destino di una fetta enorme di italiani che credo debbano avere la priorità rispetto alle promesse su IMU e TASI.
Per quanto riguarda gli esodati, che hanno giustamente manifestato in questi giorni, rimaniamo in attesa che vi sia un chiarimento tra i ministri Poletti e Padoan, l’auspicio è che si arrivi ad una soluzione in tempi brevi. Ci sono 50 mila ex lavoratori che attendono risposte e spetta al Governo e al Parlamento attivare in fretta la salvaguardia, del resto non si tratterebbe di un nuovo esborso da parte dello Stato ma del legittimo utilizzo delle risorse di un fondo nato appositamente per dare risposte ai tanti ex lavoratori coinvolti dalla riforma Fornero.



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