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26 Ottobre

Il decreto legge per la fruizione del patrimonio artistico e culturale

 

La scorsa settimana alla Camera abbiamo approvato con alcune modifiche il decreto-legge 20 settembre n.146 contenente misure urgenti per la fruizione del nostro patrimonio artistico e storico.

Con questo provvedimento l’apertura al pubblico e la fruizione  dei musei e degli istituti culturali rientra tra i servizi pubblici essenziali. In precedenza la legge 42/2004 sui beni culturali e del paesaggio riconosceva come servizi pubblici essenziali solamente i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali. Grazie a questa modifica si applicherà nei musei si applicherà la stessa norma in materia di sciopero in vigore per i servizi pubblici essenziali (trasporto pubblico locale, scuola, sanità).

Il diritto di sciopero, per i lavoratori che garantiscono ogni giorno la fruizione di musei, siti archeologici e luoghi della cultura rimane intatto. Per questo come per altri servizi che lo Stato ritiene d’importanza strategica, gli scioperi saranno soggetti ad una disciplina particolare:

 

  • -obbligo di preavviso di almeno 10 giorni prima dell’astensione dal lavoro
  • -definizione di una serie di prestazioni minime da garantire in caso di sciopero
  • -definizione di sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi sopra indicati
  • -la previsione di una procedura di conciliazione

 La vicenda dell’apertura ritardata del Colosseo nel mese di settembre è apparsa su tutti i quotidiani e telegiornali italiani e non solo, a quella vicenda si sono aggiunte in precedenza le difficoltà registrate durante l’estate a Pompei.

In entrambi i casi non si è trattato di scioperi ma di assemblee sindacali, regolarmente convocate che hanno provocato disagi ai visitatori costretti a lunghe file fuori dai nostri siti archeologici.

Il Governo ha deciso di intervenire in maniera molto rapida, spinto anche dal grande eco dell’episodio del Colosseo. Credo tuttavia che siano da evitare strumentalizzazioni e generalizzazioni di ogni genere anche perché la chiusura per sciopero di un museo è un fenomeno abbastanza frequente negli altri Paesi d’Europa, non solo in Italia.

Parificare musei e i luoghi della cultura a servizi essenziali da una parte è segno di un passo in avanti  importante, finalmente valorizziamo fino in fondo il nostro enorme patrimonio riconoscendone il valore strategico per il nostro Paese; allo stesso tempo le istanze e i diritti dei lavoratori non devono essere sottovalutate oppure banalizzate come un fenomeno da “fannulloni”.

In ogni caso è sbagliato pensare questo provvedimento come una punizione nei confronti dei  lavoratori del settore cultura, si tratta di una scelta politica che stabilisce che lo Stato si fa garante di una serie di livelli essenziali di servizi.

 



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