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15 Maggio

Speranza riapre la discussione sulle politiche di contrasto alla povertà

 

Nei giorni scorsi il mio collega Roberto Speranza ha riaperto la discussione legata alle misure di contrasto alla povertà. Un tema forte, molto importante soprattutto per i giovani, per i disoccupati e le famiglie. Un argomento – quello della povertà - che nel sud Italia e non solo, rischia sempre più di far rima con lo sfruttamento, il lavoro nero e la criminalità organizzata. Occorre tuttavia chiarire come ha fatto Speranza sulle pagine de La Stampa che, il cosiddetto “Reddito minimo garantito”, misura lanciata dal Movimento 5 Stelle, è una proposta inattuabile. Ad oggi una misura analoga, ossia la possibilità di ricevere un’indennità connessa alla cittadinanza e completamente sconnessa allo stato sociale e  patrimoniale, esiste solo in Alaska! Se guardiamo all’Europa, tutti i Paesi membri hanno attivato negli anni misure universali di contrasto alla povertà, solo l’Italia e la Grecia ancora non hanno attivato questo tipo di politiche. Nei prossimi mesi credo che il Pd debba elaborare uno schema in accordo con il Governo per dare una risposta seria e concreta su questo tema che non può non essere al centro dell’azione politica di un Governo di centrosinistra. Pur con qualche lacuna il progetto Garanzia Giovani ha già dato i primi risultati, ora occorre progettare un provvedimento onnicomprensivo. I primi segnali sono molto positivi e incoraggianti. Il Ministro del Lavoro Poletti è aperto alle proposte e al Senato stanno per iniziare i primi confronti. I tagli sull’Irap e l’Irpef hanno dato risposte concrete nei territori in cui il lavoro c’è, nel mezzogiorno invece la disoccupazione è forte e su di essa investe la criminalità organizzata. Le risorse possono essere trovate dal contrasto all’evasione fiscale e dalla spending review. In ogni caso non si tratterà di una misura assistenzialista bensì di una misura ponte per tutti quei cittadini disoccupati in cerca di una nuova occupazione.

 

16 Aprile

E45 e Statale Romea: chiesto intervento urgente al Governo

 

Il corridoio di viabilità Civitavecchia - Orte – Mestre è uscito  dall’allegato infrastrutture del DEF 2015. Quest’opera  per il nostro territorio avrebbe significato: la riqualificazione della disastrata E45 e la realizzazione della E55. Quello delle grandi opere è un argomento assai delicato e complesso che negli ultimi mesi ha visto anche numerosi risvolti di tipo giudiziario, non da ultimo le dimissioni del Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. Per rilanciare l’economia del Paese, sostenere il turismo, migliorare la vita di tanti cittadini italiani, le grandi opere restano un punto fondamentale per l’agenda del Governo. Purtroppo scontiamo un deficit che parte da lontano, pensiamo solamente alla Legge Obiettivo vecchia ormai di 14 anni e ai suoi numeri: 285 miliardi stanziati e 23 impiegati (l’8 per cento). Anche in fatto di grandi opere  è arrivato il momento di voltare pagina puntando sulla trasparenza e sulla vigilanza. Servono regole chiare e semplici sugli appalti, programmazione e coinvolgimento dei territori. Abbiamo la fortuna di avere Graziano Delrio come nuovo Ministro delle Infrastrutture e sono convinto che sarà un valido interlocutore per mettere mano alla situazione che riguarda sia l’E45 che la via Romea. Al momento prendiamo atto della scelta del Governo ma non c’è tempo da perdere. Alla Camera ho già chiesto all’esecutivo di intervenire per mettere in sicurezza l’E45 in tempi brevi, lo stato attuale di questa arteria strategica è inaccettabile per un Paese che fa parte dell’Unione Europea. Allo stesso tempo abbiamo richiesto interventi urgenti di riqualificazione e potenziamento della Strada Statale 309 Romea, valutando la possibilità di trasformarla in un’arteria a scorrimento veloce a basso impatto ambientale.

 

 

09 Aprile

Approvata la legge delega per la riforma del Terzo Settore

 

Oggi abbiamo approvato alla Camera la legge delega per la riforma del terzo settore. Gli obiettivi del ddl sono: il sostegno della libera iniziativa dei cittadini che si associano per perseguire il bene comune; favorire la partecipazione attiva delle persone, singolarmente o in forma associata; valorizzare il potenziale di crescita dell'economia sociale; armonizzare gli incentivi e uniformare la disciplina in una materia caratterizzata fin qui da un quadro normativo non omogeneo. Si tratta di un settore in costante crescita: rispetto al 2001 le organizzazioni non profit sono aumentate del 28 per cento, i dipendenti del 39 e i volontari del 43. Il 66 per cento sono associazioni non riconosciute, il 22 fondazioni e solo il 3,7 cooperative sociali. L’Istat ha censito 300.191 organizzazioni non profit che impiegano 681mila addetti, 271mila lavoratori stabili e 5mila temporanei. I volontari sono 4 milioni e 700mila.

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10 Aprile

Il DEF 2015

 

Dopo la presentazione di martedì, questa sera il Governo approverà il DEF (documento di economia e finanza) del 2015. Dopo un lungo periodo di instabilità politico-istituzionale e di emergenza finanziaria, l’esecutivo ha potuto lavorare alla politica economica in una prospettiva non più emergenziale dando continuità alla propria strategia di medio termine: riduzione delle tasse compensata da risparmi sulla spesa, ripresa degli investimenti, gestione responsabile del bilancio statale, riforme strutturali. Il Documento di Economia e Finanza 2015 opera quindi in continuità con i principali provvedimenti assunti nei mesi precedenti (il decreto legge 66, la legge di stabilità, l’investment compact), la piena realizzazione del jobs act, la riforma della pubblica amministrazione, la riforma della legge elettorale e dell’architettura istituzionale, riforma della scuola, adeguamento del settore del credito.

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02 Aprile

Lavoro: aumentano i contratti a tempo indeterminato ma non siamo ancora fuori dalla crisi

Nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato, pari al 38,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2014. A comunicarlo nei giorni scorsi è stato il Ministro Poletti che ha aggiunto che dal 7 marzo le aziende potranno assumere a condizioni ancora più vantaggiose grazie all’approvazione dei primi due decreti del JobsAct. Lo scorso 7 marzo, infatti, è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti, che prevede la decontribuzione triennale per i nuovi assunti e la deducibilità dal calcolo dell'imponibile Irap della componente lavoro. A questo si unisce una nuova regolamentazione degli strumenti di sostegno per chi resta senza lavoro, che amplia la platea di chi ne può beneficiare e delinea un intervento di politiche attive che aiutino nella ricerca di una nuova occupazione. Per la prima volta, dopo anni di politiche del lavoro fallimentari che hanno solamente incrementato il precariato, si avvia una nuova stagione che punta a sostituire i rapporti di lavoro precari con contratti a tempo indeterminato. A favorire le nuove assunzioni con contratti a tempo indeterminato e a tutele crescenti è sopratttuto l’incentivo economico previsto con la legge di stabilità 2015, che consente davvero che il lavoro stabile sia conveniente dal punto di vista economico.

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