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04 Marzo

Quote latte: la Lega chieda scusa

 

Proprio mentre Salvini si apprestava ad organizzare la manifestazione a Roma – in compagnia di tutti gli estremisti di destra riuniti – è arrivata la notizia che la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per la mancata riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte. Ad annunciarlo è stato il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che ora si trova tra le mani un serio problema che ha le sue radici nel passato, quando al Governo insieme al centrodestra c’era la Lega Nord. Rischiamo una multa molto pesante, semplicemente per il fatto che il Carroccio – insieme al Governo Berlusconi – invece di affrontare la questione in maniera seria, ha preferito offrire facili scorciatoie agli allevatori che non rispettavano le regole; il tutto a soli scopi elettorali. Ai circa 30 mila allevatori italiani che hanno rispettato le regole, se ne sono affiancati un migliaio che invece hanno agito nell’illegalità. Per colpa di questi tutti i cittadini italiani molto probabilmente saranno chiamati a pagare, l’ultima volta il conto è stato salatissimo, 4,5 miliardi di euro: 75 euro a persona, bambini compresi. Quando si violano le regole per favorire una parte, a scopi prettamente elettorali, non si può dire che si è lavorato per difendere i piccoli dai grandi ma si è semplicemente data copertura politica a chi aggirava le regole danneggiando proprio quelle miglia di allevatori italiani che invece quelle regole le hanno rispettate. Il Governo ora dovrà tentare la difficile strada di chiarire in sede europea quanto accaduto, facendo in modo che a pagare non siano tutti ma solamente coloro che non hanno rispettato le regole.

27 Febbraio

Il Decreto Ilva

L’Ilva di Taranto, è il polo siderurgico più grande a livello europeo e il nostro intervento è mirato a tenere insieme le esigenze produttive ed occupazionali al risanamento ambientale e alla tutela della salute dei lavoratori e della popolazione che risiede in quell’area. C’è ancora molto da fare ma ora i controlli sono rafforzati e dovrà seguire una bonifica dell’area di Taranto. Il c.d. “Decreto Ilva”,  è un provvedimento datato 5 gennaio e licenziato dal Senato il 19 febbraio scorso. Il testo è suddiviso in 9 articoli e si compone di tre blocchi riguardanti: 1) l'impianto siderurgico 2) il sostegno alle aziende dell'indotto produttivo 3) la riqualificazione alla città di Taranto e del territorio limitrofo.

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12 Febbraio

Una risoluzione per la sospensione dei canoni demaniali

 

Il testo della risoluzione presentata ieri in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati in merito alla richiesta dello stato di emergenza per la Regione Emilia-Romagna a seguito dei danni provocati dal maltempo dei giorni scorsi, e alla sospensione dei canoni per le concessioni che hanno subito danni.
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE V
La Camera;
premesso che:
- I drammatici eventi meteorologici che hanno colpito nei giorni scorsi l’Emilia Romagna, hanno prodotto danni ingentissimi all’agricoltura, alle imprese ed a tutto il sistema balneare della costa, oltre che alle abitazioni private;
- In particolare, le forti mareggiate hanno devastato più di quattrocento stabilimenti balneari, bar, ristoranti ed altre attività commerciali;
- il maltempo e l’ intensità degli eventi atmosferici ( il mare è penetrato sin dentro le città provocando immensi danni anche al sistema fognario e fluviale) hanno determinato gravi disagi alla popolazione, danni consistenti ai beni pubblici e privati, alle attività economiche e produttive, alle infrastrutture;
- La devastazione di oltre metà degli stabilimenti balneari e di gran parte delle strutture ricettive e commerciali costituisce un durissimo colpo per l’ intero comparto turistico in un periodo strategico per la programmazione della fase iniziale della stagione;
- Il distruttivo evento meteorologico ha messo in ginocchio l’intera economia locale che si trova ora ad affrontare l’enorme peso della ricostruzione delle opere distrutte;
- occorre agire con tempestività al fine di consentire il ripristino delle attività compromesse;
impegna il Governo:
ad accelerare i tempi per la dichiarazione dello stato di calamità naturale richiesta dalla regione Emilia Romagna colpita dagli eventi alluvionali;
a sospendere il pagamento dei canoni demaniali per i proprietari degli stabilimenti balneari e delle attività commerciali in regime di concessione.

On. Sergio PIZZOLANTE


On. Tiziano ARLOTTI


On. Vittorio FERRARESI


On. Enzo LATTUCA


On. Giulia SARTI


On. Paolo TANCREDI

13 Febbraio

Dipendenti delle province: il Governo ha delineato il percorso

 

Nei giorni scorsi, insieme al collega On. Andrea Giorgis ho presentato un'interpellanza urgente, sottoscritta da altri deputati Pd, ponendo al Governo la delicata questione relativa ai dipendenti delle province. In particolare due erano i quesiti: se non fosse opportuno procedere alla individuazione dei dipendenti da collocare in mobilità solo dopo che le regioni abbiano definito se e quali funzioni delegare ai nuovi enti e la seconda domanda: quali sono ad oggi i criteri sulla base dei quali debbono essere individuate le persone da collocare in mobilità.
La risposta è arrivata dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Angelo Rughetti che ha spiegato che tre sono i momenti procedurali: il primo momento è la definizione della nuova dotazione organica delle province che secondo le indicazioni della legge di stabilità, dovrà essere ridotta del 50 per cento e ciò individuerà un primo contingente di spesa da destinare a quella dotazione organica e, quindi, non un elenco di persone ma un contingente di spesa; ci sarà un secondo contingente di spesa che accompagnerà il personale, che è collegato alle funzioni che sono regolate dalle regioni, e anche qui non parliamo di mobilità ma parliamo di persone che svolgeranno la stessa funzione che svolgevano prima ma con un datore di lavoro diverso; poi, abbiamo il terzo elemento della procedura, che riguarda la mobilità vera e propria, e che sarà composto, cioè, da coloro che non troveranno allocazione né nel primo contingente né nel secondo contingente e che, quindi, avranno bisogno di una ricollocazione in altri enti della pubblica amministrazione.
Si tratta quindi  di un percorso molto chiaro che sarà scandito dal Governo e dai vari Enti coinvolti.
Auspichiamo che il numero di dipendenti per i quali sarà attivata la procedura di mobilità sia bassissimo, l’obiettivo è tutelare il diritto al lavoro e mantenere il livello dei servizi offerti ai cittadini.
Nelle prossime settimane le provincie del Piemonte e la città metropolitana di Torino saranno al centro di una sperimentazione che servirà a livello nazionale a capire i meccanismi di questa importante riforma della pubblica amministrazione.

11 Febbraio

Concessioni demaniali: a marzo in arrivo un Disegno di legge

 

Nella giornata di ieri il Sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta ha risposto in Commissione Affari Costituzionali ad un’interpellanza a risposta scritta che avevo presentato lo scorso mese di novembre sul tema Bolkestein e sul futuro delle concessioni demaniali.
Sulla tematica è tuttora in corso una trattativa in sede di Commissione Europea per allineare il nostro sistema ai principi della direttiva Bolkestein. In particolare sono 6 i punti che il Governo sta discutendo, i quali rappresenteranno l’ossatura di un Disegno di legge che sarà presentato nel mese di marzo con la nomina del nuovo Ministro agli Affari Regionali. Questi i 6 punti in discussione:
1)La durata delle concessioni: che dovranno essere strettamente collegate al’interesse pubblico e proporzionata alla “rilevanza” economica dei beni e degli investimenti. 2) Le modalità di affidamento con procedure competitive di selezione che valuteranno le offerte economicamente più vantaggiose sulla base di una piano economico di copertura degli investimenti. 3) L’entità dei canoni da applicare a tutti senza differenziazione sulla base del principio del metro-quadro. 4) Una nuova demarcazione della linea demaniale attuabile solo su proposta delle Regioni. 5) Un nuovo regime di federalismo demaniale e infine 6) un regime transitorio, solo per la prima procedura di selezione, nella quale il concessionario uscente, ha diritto di corresponsione, da parte del subentrante, di un indennizzo determinato sulla base di una valutazione dei beni non integralmente ammortizzati agli investimenti effettuati all’avviamento dell’azienda commerciale.

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