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10 Settembre

Probelmi con Garanzia Giovani? Interrogherò il Ministro Poletti

 

Garanzia Giovani è un progetto europeo nato per dare una risposta occupazionale ai giovani di età inferiore ai 25 anni ed estendibile fino ai ventinovenni, per far sì che ricevano un’offerta di lavoro valida entro i quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione.

Nei giorni scorsi Mario Romeo – segretario regionale Uil lavoratori temporanei – sulle colonne de Il Resto del Carlino ha evidenziato alcuni problemi di funzionamento  molto importante che meritano un intervento tempestivo.
Già nei mesi scorsi si erano evidenziati rallentamenti nell’implementazione del programma operativo a livello nazionale, con attivazioni avvenute a macchia di leopardo tra le varie regioni.
Se effettivamente c’è un intoppo nell’erogazione dei compensi ai giovani lavoratori per problemi di fatturazione tra Regione e agenzie interinali, va risolto in tempo brevi, altrimenti sarebbe vanificato il senso del progetto e con esso il tanto lavoro fatto da Governo e Parlamento in materia.
Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione urgente al Ministro del lavoro Poletti per avere chiarimenti in materia e capire come sia possibile risolvere il problema nel più breve tempo possibile.

10 Settembre

Alcune proposte sul taglio delle tasse

 

Matteo Renzi lo aveva annunciato all’Assemblea Pd del 18 luglio e l’ha rilanciato lo scorso 25 agosto a Rimini in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione: dal 2016 abolizione di Imu e Tasi per tutti.
Quello della riduzione delle tasse ritengo sia un obiettivo fondamentale per un governo di centrosinistra e riformatore. Occorre mettere mano alla pressione fiscale così alta da frenare il tentativo di ripresa economica, tenendo ben fermi tre punti: lo sviluppo, l’occupazione e l’equità.
La proposta ha diviso l’opinione pubblica, tra i punti più controversi ci sono ovviamente le coperture economiche. Le prime esternazioni dell’entourage di Palazzo Chigi indicano nel taglio della spesa pubblica un capitolo importante da cui reperire le coperture, anche se è chiaro che da sole non basteranno.
Il taglio degli sprechi e l’efficientamento della spesa pubblica, sono due bacini di risorse da cui attingere senza timori. Al contrario lo stato sociale e il sistema dei servizi hanno già subito una contrazione eccessiva in questi anni e fanno parte di un’idea di società a cui non possiamo rinunciare. Abbassare le tasse a tutti per ridurre il welfare non sarebbe una scelta politica di centrosinistra.
Servirà sicuramente uno scatto in aventi in fatto di lotta all’evasione e all’elusione fiscale, un fenomeno che vede colossi multinazionali fatturare cifre enormi nel nostro Paese, sottraendosi quasi completamente al fisco italiano.
In questo senso trovo interessanti alcune proposte lanciate dal collega Roberto Speranza lo scorso 20 agosto dalle colonne de Il Foglio.

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31 Agosto

Pronto il disegno di legge sul "Dopo di noi"

 

Dopo oltre un anno di lavoro, la Commissione Affari Sociali della Camera ha dato il via libera ad un testo unificato, che riunisce ben sei differenti proposte di legge in tema di assistenza alle persone con disabilità grave prive di un sostegno familiare, cosiddetto “Dopo di noi”.
Con l’espressione “Dopo di noi” si fa comunemente riferimento al periodo di vita che affrontano i disabili successivamente alla scomparsa dei genitori o dei familiari.
L’Istat ha rilevato che nel 2013 ammontavano a circa 13 milioni i cittadini italiani affetti da disabilità con invalidità cronica. Le statistiche riportano un altro dato significativo, nel nostro Paese le residenze per adulti disabili sono per l’86% rappresentate da strutture con oltre 30 posti. Piccole comunità e case famiglia coprono solo il 3,7% del fabbisogno.
Questi semplici dati confermano che oggi, in Italia, i cittadini con disabilità privi di un nucleo familiare alle spalle, non possono scegliere dove vivere ma sono costretti a condividere luoghi con altre persone. Il Pd da anni è al lavoro per dare una risposta a queste esigenze per garantire diritti e tutele anche a questa fascia di cittadini.

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10 Settembre

Una commissione di garanzia per la trasparenza dei partiti

 

Il tema del finanziamento ai partiti è tornato alle cronache grazie alla recente pubblicazione dei dati legati alle donazioni derivanti dal 2 per mille.
Proprio in settimana abbiamo approvato alla Camera una proposta di legge di modifica della legge 6 luglio 2012 n.96 che istituiva la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti politici.
La legge affida alla commissione il compito di disciplinare i rimborsi elettorali riducendone l’importo.
Il DL 149 del 2013 ha abrogato il finanziamento pubblico ai partiti politici, sostituendolo con un sistema basato sulle detrazioni fiscali delle donazione di privati e con il 2 per mille dell’imposta Irpef.
La commissione in origine era composta da 5 membri: 1 designato dal Primo Presidente della Corte di cassazione, 1 designato dal Presidente del Consiglio di Stato e 3 membri nominati dal Presidente della Corte dei Conti.
In questi anni la commissione non è riuscita ad assolvere a tutti i compiti affidatigli dalla legge per una serie di problemi organizzativi e di personale.
Il primo punto della riforma riguarda proprio il personale, la commissione sarà autorizzata ad essere coadiuvata da due dipendenti della Corte dei Conti e  due dipendenti provenienti dalla pubblica amministrazione con esperienza di controllo contabile.
Queste nuove figure saranno collocate fuori ruolo dalle amministrazioni di provenienza e beneficeranno dello stesso trattamento economico con il divieto di ricoprire altri incarichi.
Nei giorni scorsi 549.196 italiani hanno scelto di destinare il 2 per mille al Partito Democratico, per un totale di circa  5,5 milioni di euro. Al termine del primo anno con la nuova norma in vigore, il Pd è stato l’organizzazione politica a ricevere più di tutti, una cifra importante che testimonia la fiducia e l’attaccamento di numerosi iscritti e simpatizzanti che hanno “investito” nel nostro partito convinti che possa aiutarlo a contribuire allo sviluppo del Paese.

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17 Luglio

Ho sottoscritto la proposta di legge per l'abolizone dei vitalizi

 

La scorsa settimana ho sottoscritto la proposta di legge presentata dal collega Matteo Richetti che prevede l’abolizione degli assegni vitalizi e una nuova disciplina del trattamento pensionistico degli eletti. L’obiettivo della proposta è di abolire i vitalizi degli eletti – parlamentari o consiglieri regionali – equiparando il loro trattamento previdenziale a quello dei lavoratori dipendenti.

Va specificato che con la riforma dei regolamenti interni delle due Camere dal 2012 i cosiddetti vitalizi sono già stati aboliti per i nuovi eletti; tuttavia i parlamentari cessati dal mandato prima del 2012 stanno continuando a percepire un assegno vitalizio. Inoltre coloro che erano in carica prima del 2012 e che sono stati rieletti, oggi vedono applicato un sistema pro-rata basato in parte su una quota del vecchio vitalizio e in parte sul nuovo sistema contributivo. Gli eletti dopo il 2012 hanno una pensione interamente calcolata con il sistema contributivo, con regole diverse rispetto ai lavoratori dipendenti.

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