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31 Luglio

Approvata la partecipazione italiana all'operazione Eunavfor Med

 

L’Italia avrà il ruolo di Lead Nation nell’operazione militare dell’Unione europea nel mar Mediterraneo chiamata EUNAVFOR MED, deliberata dal Consiglio UE nello scorso mese di maggio che avrà a Roma il centro di comando. La missione avrà l’obiettivo di smantellare il business del traffico di essere umani che dal Nord Africa cercano di raggiungere le coste europee e inoltre avrà il compito di eliminare i barconi utilizzati dagli scafisti.
Questo in estrema sintesi il contenuto del decreto che abbiamo convertito in legge in settimana, autorizzando una spesa di 26 milioni di euro (19 milioni dal Fondo missioni e 7 milioni dai rimborsi ONU). 1.020 unità impegnate fino al 30 settembre 2015, oltre alla portaerei Cavour e ad un sommergibile.
14 gli Stati coinvolti nell’operazione (Belgio, Germania, Grecia, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Svezia, Slovenia e Regno Unito).

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26 Giugno

Immigrazione: trovato il compromesso con l’UE

 

Sul tema dell’immigrazione il nostro Paese e il nostro Governo, da alcuni mesi, stanno combattendo una battaglia quasi solitaria. Proprio giovedì il Premier Renzi è intervenuto alla Camera alla vigilia del Consiglio europeo per delineare la linea dell’Italia sul tema dell’immigrazione e del ruolo che l’Unione Europea deve giocare nelle prossime settimane. Linea preannunciata da Matteo Renzi con una lettera inviata al quotidiano transalpino Le Monde e pubblicato in Italia da La Stampa.

“Se costretti a far da soli non ci tireremo indietro” – ha scritto Renzi – “Non rinunceremo a salvare nemmeno una vita, perché abbiamo alle spalle secoli di civiltà ai quali non rinunciamo per un punto di gradimento, la vita vale più di un sondaggio”.

Oltre all’aspetto emergenziale, rappresentato dai barconi alla deriva nel Mediterraneo, le altre grande questioni sul tavolo sono due: i rimpatri e la solidarietà degli altri Paesi membri nella redistribuzione delle quote. Sul primo il Governo ha già annunciato che chi non avrà i requisiti per restare in Europa sarà riaccompagnato nei Paesi d’origine. Porte aperte ai chi ha diritto all’asilo, rimpatrio per i migranti economici, anche se vista l’ampiezza del fenomeno non si tratta di una misura risolutiva.

La seconda questione è in queste ore sul tavolo del summit di Bruxelles e riguarda i 40 mila richiedenti asilo approdati sulle nostre coste e su quelle greche da aprile in poi. È in corso una trattativa sulla redistribuzione delle quote di migranti su base volontaria o su base obbligatoria come propone il nostro Governo. Federica Mogherini Alto rappresentate UE per le politiche estere ha preannunciato un compromesso traducibile nel principio della volontarietà vincolante ma diversi Stati membri sono contrari.

La prima novità è stata annunciata dal Presidente del Consiglio su Facebook alle tre di notte di oggi: “L'Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche. Un primo passo, certo. Non sufficiente a mio giudizio. Ma superiamo il principio del trattato di Dublino, sciaguratamente firmato in passato anche dall'Italia.” A quanto pare l’apertura c’è stata, con molti distinguo e alcune defezioni. Ora la partita si sposta sul tema delle quote che sarà affrontato dai Ministri degli Interni nel mese di luglio e si prevede una redistribuzione dei 40 mila migranti entro il biennio.

24 Aprile

Ripristinare Mare Nostrum e avviare un piano di ammissione umanitaria di tutta l’UE

 

 Il Mediterraneo si sta trasformando in un immenso cimitero. Dal gennaio 2015 ad oggi sono già morti più di 1.500 esseri umani nel tentativo di fuggire dalla miseria, dalla fame e soprattutto dalle guerre e dall’ISIS. La strage di domenica ci ha messi di fronte alla necessità di progettare una nuova azione politica del nostro Paese insieme all’UE che possa essere in grado di dare risposte in tempi brevi. Per questo motivo ho sottoscritto l’appello del senatore Luigi Manconi, appello che ha due obiettivi:

  • Ripristinare "Mare Nostrum", alla luce del fallimento di "Triton”. La sproporzione di fondi e mezzi tra le due operazioni è evidente: Mare Nostrum disponeva di almeno quattro unità navali e relativi assetti aerei, di unità anfibie, di una/due fregate e due unità navali d'altura con ampia autonomia logistica e adeguati spazi di ricovero per naufraghi. Era impegnata in tre azioni principali: salvataggio di vite umane; misure di filtro sanitario e interventi di sicurezza, realizzati già a bordo, prima dello sbarco; contrasto delle azioni illegali connesse al traffico di esseri umani, con il sequestro delle navi madre, la distruzione dei barconi intercettati e un numero mai così grande di trafficanti arrestati. Tutte attività non previste e non svolte, in questi mesi, da Triton, il cui dispositivo aereo-navale insiste su un'area di pattugliamento notevolmente ridotta e può contare su un numero minore di mezzi. L’obiettivo più urgente è la ripresa della missione Mare Nostrum come operazione dell'Unione Europea, con le stesse responsabilità e con le stesse competenze di quella svolta dal nostro paese; e con il coinvolgimento - in risorse economiche, uomini e mezzi - di tutti i paesi membri.
  • Un piano di Ammissione umanitaria.  La sola, ragionevole e concreta, soluzione da perseguire in tempi rapidi è l'attuazione di un piano di ammissione umanitaria che preveda l’anticipazione della richiesta di protezione già nei paesi in cui si addensano e transitano i flussi migratori. Si tratta di mettere in atto una strategia a livello europeo di anticipazione/avvicinamento della richiesta di protezione internazionale in quei paesi dove i movimenti di profughi e fuggiaschi si concentrano; di istituire in quei paesi - laddove è possibile e dove già qualcosa in questo senso è in atto come in Giordania, Libano, e in Egitto e nei paesi del Maghreb - un sistema di presidi assicurato dalla rete diplomatico consolare dei paesi dell'Unione, insieme a UNHCR e alle altre organizzazioni umanitarie internazionali, dove i profughi vengono accolti temporaneamente per poi essere trasferiti con mezzi legali e sicuri nel paese europeo in cui chiedono asilo, fissando quote di accoglienza per ciascuno Stato.  

 

12 Giugno

Immigrazione: dalla Lega solo propaganda

Nelle ultime settimane è tornata prepotentemente alla ribalta la questione immigrazione.
Il casus belli è accaduto qualche settimana fa, a seguito di un vertice straordinario svoltosi al Viminale con Anci e Regioni, per fronteggiare le nuove ondate di sbarchi.
In quella sede il Governo ha chiesto di aumentare i Comuni coinvolti nell’ospitalità dei profughi con il metodo dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).
Sono stati previsti incentivi e misure premiali per i Comuni che concorreranno a fronteggiare l’emergenza.
Nella stessa sede sono state annunciate altre misure come la conferma del Piano Nazionale dell’Accoglienza articolato in tre fasi (intervento in mare,  primo ripartizione sulla base di hub regionali, trasferimento nelle strutture d’accoglienza dei Comuni), l’aumento delle dotazioni organiche e del numero delle commissioni che dovranno valutare le richieste d’asilo, la messa a punto di piani per l’impiego dei profughi in lavori socialmente utili, l’istituzione di un gruppo di lavoro tra Governo, Regioni e Comuni.

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02 Aprile

Ustica: un'altra ferita da rimarginare

Lunedì scorso (30 marzo) l’avvocatura dello Stato ha chiesto alla Corte d’appello di Palermo di rigettare le domande di risarcimento concesse dal Tribunale a 18 familiari delle vittime della strage di Ustica e chiedendo loro il pagamento delle spese. La notizia rappresenta un vero e proprio pugno allo stomaco, uno schiaffo che poteva essere risparmiato a quei familiari  che da 27 giugno 1980 aspettano ancora la verità. Quest’anno ricorre il 35° anniversario della strage, il prossimo 27 giugno una delegazione di parlamentari sarà a Bologna al museo di Ustica per ricordare le vittime e avvicinare il Parlamento alle famiglie e alla forte richiesta di giustizia e di verità. Dopo l’inaccettabile scelta dell’avvocatura dello Stato abbiamo subito presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio e speriamo che entro il mese di maggio il Parlamento approvi la nostra proposta di legge per la ratifica della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000 (A.C. 1460), calendarizzata per l’Aula nel mese di maggio.

 



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