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24 Aprile

Ripristinare Mare Nostrum e avviare un piano di ammissione umanitaria di tutta l’UE

 

 Il Mediterraneo si sta trasformando in un immenso cimitero. Dal gennaio 2015 ad oggi sono già morti più di 1.500 esseri umani nel tentativo di fuggire dalla miseria, dalla fame e soprattutto dalle guerre e dall’ISIS. La strage di domenica ci ha messi di fronte alla necessità di progettare una nuova azione politica del nostro Paese insieme all’UE che possa essere in grado di dare risposte in tempi brevi. Per questo motivo ho sottoscritto l’appello del senatore Luigi Manconi, appello che ha due obiettivi:

  • Ripristinare "Mare Nostrum", alla luce del fallimento di "Triton”. La sproporzione di fondi e mezzi tra le due operazioni è evidente: Mare Nostrum disponeva di almeno quattro unità navali e relativi assetti aerei, di unità anfibie, di una/due fregate e due unità navali d'altura con ampia autonomia logistica e adeguati spazi di ricovero per naufraghi. Era impegnata in tre azioni principali: salvataggio di vite umane; misure di filtro sanitario e interventi di sicurezza, realizzati già a bordo, prima dello sbarco; contrasto delle azioni illegali connesse al traffico di esseri umani, con il sequestro delle navi madre, la distruzione dei barconi intercettati e un numero mai così grande di trafficanti arrestati. Tutte attività non previste e non svolte, in questi mesi, da Triton, il cui dispositivo aereo-navale insiste su un'area di pattugliamento notevolmente ridotta e può contare su un numero minore di mezzi. L’obiettivo più urgente è la ripresa della missione Mare Nostrum come operazione dell'Unione Europea, con le stesse responsabilità e con le stesse competenze di quella svolta dal nostro paese; e con il coinvolgimento - in risorse economiche, uomini e mezzi - di tutti i paesi membri.
  • Un piano di Ammissione umanitaria.  La sola, ragionevole e concreta, soluzione da perseguire in tempi rapidi è l'attuazione di un piano di ammissione umanitaria che preveda l’anticipazione della richiesta di protezione già nei paesi in cui si addensano e transitano i flussi migratori. Si tratta di mettere in atto una strategia a livello europeo di anticipazione/avvicinamento della richiesta di protezione internazionale in quei paesi dove i movimenti di profughi e fuggiaschi si concentrano; di istituire in quei paesi - laddove è possibile e dove già qualcosa in questo senso è in atto come in Giordania, Libano, e in Egitto e nei paesi del Maghreb - un sistema di presidi assicurato dalla rete diplomatico consolare dei paesi dell'Unione, insieme a UNHCR e alle altre organizzazioni umanitarie internazionali, dove i profughi vengono accolti temporaneamente per poi essere trasferiti con mezzi legali e sicuri nel paese europeo in cui chiedono asilo, fissando quote di accoglienza per ciascuno Stato.  

 



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