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12 Giugno

Immigrazione: dalla Lega solo propaganda

Nelle ultime settimane è tornata prepotentemente alla ribalta la questione immigrazione.
Il casus belli è accaduto qualche settimana fa, a seguito di un vertice straordinario svoltosi al Viminale con Anci e Regioni, per fronteggiare le nuove ondate di sbarchi.
In quella sede il Governo ha chiesto di aumentare i Comuni coinvolti nell’ospitalità dei profughi con il metodo dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).
Sono stati previsti incentivi e misure premiali per i Comuni che concorreranno a fronteggiare l’emergenza.
Nella stessa sede sono state annunciate altre misure come la conferma del Piano Nazionale dell’Accoglienza articolato in tre fasi (intervento in mare,  primo ripartizione sulla base di hub regionali, trasferimento nelle strutture d’accoglienza dei Comuni), l’aumento delle dotazioni organiche e del numero delle commissioni che dovranno valutare le richieste d’asilo, la messa a punto di piani per l’impiego dei profughi in lavori socialmente utili, l’istituzione di un gruppo di lavoro tra Governo, Regioni e Comuni.


Il Presidente della Regione Lombardia Maroni, seguito a ruota dai neo eletti Presidenti Zaia e Toti, ha reagito in maniera demagogica, strumentalizzando la questione e minacciando di tagliare i finanziamenti ai comuni lombardi che accoglieranno nuovi immigrati.
La realtà che si nasconde dietro alla solita propaganda leghista (molto utile soprattutto in periodo elettorale come questo) è però molto diversa. I numeri del Viminale dicono che dei circa 70.000 immigrati presenti nei CARA (Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo) e nello SPRAR, la maggior parte è attualmente ospitata nelle regioni del centro-sud, con Sicilia, Lazio, Puglia, Campania e Calabria che insieme ospitano il 57% degli immigrati presenti sul territorio nazionale. Lombardia e Veneto invece non stanno rispettando gli accordi assunti con il Governo nel luglio 2014.
Occorre sottolineare anche la prospettiva europea della questione. Nel maggio scorso, infatti, grazie alla forte spinta del Governo Renzi, la Commissione UE ha adottato l’Agenda europea dell’Immigrazione che ha potenziato i fondi a disposizione per affrontare la situazione e mettendo a bilancio risorse da destinare agli Stati membri coinvolti dai flussi d’immigrazione. Ora a fianco di queste politiche d’emergenza dovranno seguire delle misure finalizzate a redistribuire tra i vari Stati dell’UE i rifugiati a cui viene riconosciuto il diritto d’asilo.
Un solo Paese non può affrontare da solo un fenomeno di questa portata. L’Unione Europea non può anche in questo caso, per l’egoismo dei governi dei paesi membri, dimostrarsi incapace di fornire una risposta all’altezza.

 



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