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31 Luglio

Approvata la partecipazione italiana all'operazione Eunavfor Med

 

L’Italia avrà il ruolo di Lead Nation nell’operazione militare dell’Unione europea nel mar Mediterraneo chiamata EUNAVFOR MED, deliberata dal Consiglio UE nello scorso mese di maggio che avrà a Roma il centro di comando. La missione avrà l’obiettivo di smantellare il business del traffico di essere umani che dal Nord Africa cercano di raggiungere le coste europee e inoltre avrà il compito di eliminare i barconi utilizzati dagli scafisti.
Questo in estrema sintesi il contenuto del decreto che abbiamo convertito in legge in settimana, autorizzando una spesa di 26 milioni di euro (19 milioni dal Fondo missioni e 7 milioni dai rimborsi ONU). 1.020 unità impegnate fino al 30 settembre 2015, oltre alla portaerei Cavour e ad un sommergibile.
14 gli Stati coinvolti nell’operazione (Belgio, Germania, Grecia, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Svezia, Slovenia e Regno Unito).


La missione (già in corso) è stata divisa in tre fasi: una prima fase di monitoraggio e raccolta dati sulle reti di traffico degli essere umani, nella seconda fase si interverrà per fermi, ispezioni e dirottamenti, nella terza infine si potrà intervenire per rendere inutilizzabili le imbarcazioni. Si tratta di una soluzione di compromesso, questo va detto per cercare anche di rispondere alle farneticazioni di numerosi esponenti politici del centrodestra (vedi Salvini), che dichiarano che l’Italia dovrebbe affondare le imbarcazioni nei porti libici.
Per mettere a punto le fasi di questa operazione, sono state necessarie numerose trattative alle Nazioni Unite in quanto la Russia,  e in parte anche la Cina, sono sempre state contrarie alla possibilità di agire sul suolo libico e non hanno accettato la possibilità di distruggere le imbarcazioni anche se sospette.
Ciò per specificare bene i livelli della nostra diplomazia, un conto sono gli slogan o i tweet, un altro sono gli accordi internazionali assunti all’interno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dove ricordo che la Russia in quanto membro permanente ha il diritto di veto su qualsiasi decisione.
Tornando all’operazione EUNAVFOR MED le finalità sono duplici, c’è un aspetto umanitario che non possiamo sottovalutare nemmeno per un secondo, impedire che decine di persone ogni giorno muoiano affogati in mezzo al Mediterraneo è un dovere per l’Italia e per l’Unione Europea. Dall’altro lato abbiamo bisogno di tutelare la nostra sicurezza nazionale contrastando i traffici di esseri umani e setacciando i barconi per evitare l’infiltrazione dei terroristi. Dopo l’operazione Mare Nostrum questa missione che vedrà impegnati diversi paesi membri, rappresenta un passo importante per spingere l’UE ad affrontare in maniera seria la questione del Mediterraneo e della Libia.





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