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02 Aprile

Una riforma per il Terzo Settore

 

Dopo un lungo iter in commissione affari sociali, questa settimana è iniziata in Aula la discussione sul Disegno di legge di delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale. Il primo obiettivo che ci siamo posti è quello di rinnovare il sistema favorendo la partecipazione sia dei singoli che delle associazioni che operano nel mondo del sociale. Il secondo riguarda il riordino del sistema degli incentivi e degli aiuti e la riforma del quadro normativo che non è più adeguato alle esigenze dei nostri giorni. Il cosiddetto Terzo Settore è quell’insieme di enti privati con finalità civiche e solidaristiche che operano senza scopo di lucro anche attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi.

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04 Marzo

Quote latte: la Lega chieda scusa

 

Proprio mentre Salvini si apprestava ad organizzare la manifestazione a Roma – in compagnia di tutti gli estremisti di destra riuniti – è arrivata la notizia che la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per la mancata riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte. Ad annunciarlo è stato il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che ora si trova tra le mani un serio problema che ha le sue radici nel passato, quando al Governo insieme al centrodestra c’era la Lega Nord. Rischiamo una multa molto pesante, semplicemente per il fatto che il Carroccio – insieme al Governo Berlusconi – invece di affrontare la questione in maniera seria, ha preferito offrire facili scorciatoie agli allevatori che non rispettavano le regole; il tutto a soli scopi elettorali. Ai circa 30 mila allevatori italiani che hanno rispettato le regole, se ne sono affiancati un migliaio che invece hanno agito nell’illegalità. Per colpa di questi tutti i cittadini italiani molto probabilmente saranno chiamati a pagare, l’ultima volta il conto è stato salatissimo, 4,5 miliardi di euro: 75 euro a persona, bambini compresi. Quando si violano le regole per favorire una parte, a scopi prettamente elettorali, non si può dire che si è lavorato per difendere i piccoli dai grandi ma si è semplicemente data copertura politica a chi aggirava le regole danneggiando proprio quelle miglia di allevatori italiani che invece quelle regole le hanno rispettate. Il Governo ora dovrà tentare la difficile strada di chiarire in sede europea quanto accaduto, facendo in modo che a pagare non siano tutti ma solamente coloro che non hanno rispettato le regole.

21 Febbraio

Crisi libica: l'unica soluzione è quella politico-diplomatica

 

Mercoledì il Ministro degli esteri Paolo Gentiloni è intervenuto alla Camera per relazionare sulla crisi in Libia. L’escalation di violenze e barbarie degli ultimi giorni hanno colpito l’opinione pubblica italiane e internazionale, facendo tornare al centro dell’agenda il tema della lotta al terrorismo. L’Italia in questo momento dista solamente 350 km da un conflitto che sta prendendo corpo in un Paese, la Libia, caratterizzato da una forte instabilità politica e istituzionale, nella quale bande armate, gruppi terroristici locali (Ansar al Sharia) e altri terroristi provenienti dai paesi confinanti, si stanno contendendo il controllo della territorio con motivazioni differenti, tra di esse vi è anche la creazione del califfato.
Come ha sottolineato il Ministro, le origini della crisi sono da ricercare anche negli errori compiuti dalla Comunità Internazionale che non è stata in grado di mediare tra le forze presenti sul campo dopo la caduta e la morte di Gheddafi.
Il Governo libico eletto nel giugno 2014, riconosciuto dalla Comunità Internazionale, attualmente è in esilio a Tobruk (nell’est del Paese) mentre le milizie rivoluzionarie di Misurata controllano la capitale Tripoli.
In questo caos stanno aumentando gli sbarchi sulle nostre coste (5.302 dal 1° gennaio, contro i 3.338 dello stesso periodo del 2014), l’Italia non può voltarsi dall’altra parte, non sarebbe degno per un Paese che si dice civile, lasciare morire ogni giorno centinaia di schiavi moderni come li ha definiti mercoledì alla Camera il collega Enzo Amendola, migliaia di disperati obbligati a mettersi per mare su imbarcazioni precarie.
In questo contesto l’impegno dell’Italia nella lotta al terrorismo sarà ulteriormente rafforzato, il nostro Paese è da sempre in prima linea ma la soluzioni armata non è in alcun modo all’ordine del giorno. L’Italia sostiene l’importante azione di mediazione messa in atto dalle Nazioni Unite, l’unica soluzione è quella politica. Occorre stabilizzare la Libia e le sue debolissime istituzioni, senza questo passaggio la lotta all’ISIS non può essere intrapresa con forza e determinazione, senza la riorganizzazione del Paese è impensabile tentare solamente di poter controllare il flusso di immigrati che cercherà di dirigersi verso le nostre coste.

21 Febbraio

I barbari a Roma

 

Giovedì pomeriggio Roma, la capitale d’Italia, è stata presa letteralmente d’assalto dagli hoolingans del Feyenoord, la squadra di Rotterdam che ieri sera era impegnata contro la Roma in una partita di Europa League. Il centro di Roma ieri  è stato il teatro di una violenta guerriglia. A farne le spese numerosi quartieri di Roma con auto, motorini, autobus e purtroppo monumenti devastati dalla furia di un gruppo di tifosi olandesi completamente ubriachi. Simbolo di questa giornata di follia i danni, alcuni molto gravi, arrecati alla Barcaccia del Bernini di Piazza di Spagna recentemente restaurata. Alla fine della “battaglia” si contavano una decina di feriti (alcuni anche tra le forze dell’ordine), 33 arrestati e 20 fermati. Il Premier Renzi ieri ha parlato di Barbarie e inciviltà inviando il club olandese a chiedere scusa agli italiani e non a lamentarsi per il trattamento riservato ai suoi tifosi. Anche il Sindaco Marino è intervenuto per protestare e chiedere spiegazioni anche nei confronti dei responsabili dell’ordine pubblico che hanno consentito che per un’intera giornata la città fosse messa a ferro e a fuoco da un gruppo di tifosi. Nel frattempo la Soprintendenza ha effettuato i primi sopralluoghi alla Barcaccia e si sta studiando l’ipotesi di chiedere un risarcimento danni al Feyenoord.

19 Gennaio

Fisco: accordo Italia - Svizzera

Venerdì scorso i governi di Italia e Svizzera hanno raggiunto un accordo storico che ha abbattuto un tabù che durava da decenni. Dopo tre anni di trattativa, si è trovata l’intesa per porre fine al segreto bancario arrivando ad un accordo di scambio sulle informazioni bancarie e finanziarie tra Italia e Confederazione elvetica. Ora i due parlamenti dovranno ratificare l’accordo che andrà a regime entro il 2017.
Si tratta di un passo molto importante per ridurre l’evasione fiscale e recuperare quanto sottratto al fisco italiano da contribuenti disonesti.

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