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19 Ottobre

Contante: sbagliato aumentare il limite massimo

 

Dal 2008 ad oggi, il limite per l'utilizzo del denaro contante è stato progressivamente ridotto da 12.500€ a 999€ per favorire la tracciabilità dei pagamenti e ostacolare evasione fiscale, riciclaggio e autoriciclaggio.

A mio avviso la scelta – contenuta nella legge di stabilità 2016 - di aumentare a 3.000€ il limite, va in controtendenza e non favorisce di certo i consumi di chi rispetta il principio di fedeltà fiscale. Credo si tratti di una scelta sbagliata che il Parlamento nei prossimi mesi dovrà correggere.
Lo dico anche perché fino a pochi mesi fa era lo stesso Ministro dell’Economia Padoan a sostenere la necessità di abbassare la circolazione del contante per far emergere le economie sommerse e aumentare la tracciabilità.

Anche il Presidente dell’anticorruzione Raffaele Cantone, oggi con un’intervista a “La Repubblica” ha definito sbagliata la scelta di aumentare il limite massimo del contante. Da solo la misura certamente non serve e debellare la corruzione ma si tratta di una misura simbolica, cambiare continuamente le norme serve solamente a favorire che invece vuole eluderle.

12 Ottobre

Se le primarie finiscono in soffitta

 

Se le primarie finiscono in soffitta cosa rimane di quel partito nuovo e democratico che insieme abbiamo pensato?

La riposta è che rimane davvero poco, anche perché intorno a quell'imperfetto e sregolato strumento di importazione, in questi anni ci siamo aggrappati come se fosse l'unica ancora di salvezza di fronte ad una crisi della rappresentanza mai vista prima.

Certo talvolta queste primarie le abbiamo sopravvalutate, pensandole come una scorciatoia di fronte alle difficoltà nel trovare una sintesi politica vera, ne abbiamo abusato, dedicando ad esse tutte le nostre migliori energie, le abbiamo esaltate, rinunciando a conferire forma e regole a uno strumento che da straordinario non è mai diventato ordinario.


In sostanza abbiamo tentato di risolvere tutti i nostri problemi con le primarie senza ovviamente riuscirci, dalla selezione dei candidati e più in generale delle classi dirigenti, alla risoluzione dei conflitti interni, dalla ricostruzione di un contatto diretto coi cittadini, alla creazione di momenti di mobilitazione.

Le primarie hanno portato sé successi e sconfitte, entusiasmo e delusione, forza e ferite, da sole di certo non sono bastate al Partito Democratico per fare vivere un'idea di politica organizzata, un'idea di partito, nel nuovo millennio. Viviamo un tempo in cui è chiaro che i partiti che furono non possono più esistere, ma non è altrettanto chiaro ciò che i partiti potranno essere.

Le primarie rappresentano una parte, insufficiente e incompleta, della soluzione, l'unica che abbiamo finora trovato. Rinunciarvi significherebbe perdere ciò che abbiamo conquistato in questa ostinata ricerca.

18 Settembre

Ricordo di Arrigo Boldrini "Bulow" a 100 anni dalla nascita

 

Martedì presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio si è svolto un importante convegno in ricordo di Arrigo Boldrini a cento anni dalla sua nascita.
Nei mesi scorsi la Presidente della Camera Laura Boldrini aveva invitato tra i banchi  del Parlamento i partigiani e le partigiane d’Italia in occasione delle celebrazioni per la Liberazione. La manifestazione aveva avuto un significato simbolico fortissimo, ospitarli tra i banchi voleva significare riconoscere ai partigiani un ruolo di “padroni dei casa” delle nostre istituzioni democratiche.
La Presidente Boldrini ha iniziato proprio da qui per ricordare la vita e l’impegno del comandante Bulow, che dopo la guerra ha vissuto una lunghissima esperienza istituzionale per ben 11 legislature tra Camera e Senato dal 1945 al 1994.
Oltre ai saluti dei Presidenti Boldrini e Grasso è intervenuto il Presidente emerito della Republica Giorgio Napolitano oltre al Vicepresidente dell’Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Alberto De Bernardi e al Presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia.
Napolitano ha ricordato la straordinaria figura umana di Arrigo Boldrini, una persona sobria, semplice e seria, lontana dalla retorica e dotata della schiettezza e della simpatia tipica dei romagnoli. Un “grande patriota” così l’ha definito il Presidente emerito Napolitano, alla sua figura così come alla Resistenza, ai suoi caduti e ai suoi protagonisti il Paese ha ancora un debito enorme perché è a tutti loro che dobbiamo lo straordinario e rapido percorso democratico che ha portato alla nascita della Costituzione repubblicana.
Molto interessante anche il profilo storico delineato dal professor De Bernardi che l’ha definito “il più grande capo militare prodotto dalla Resistenza italiana”oltre ad essere un abile dirigente politico. Profetico il nome di battaglia, “Bulow” nome che inganna, non fa, infatti, riferimento ad eroi della rivoluzione russa, bensì al generale prussiano von Bulow, protagonista della vittoria su Napoleone a Waterloo.
 La chiave del successo dei gruppi armati guidati da Bulow fu il saper unire all’abilità militare anche una forte conoscenza del territorio e delle esigenze della sua popolazione che fece da spinta propulsiva per le vittorie nel ravennate.
La medaglia d’oro ricevuta dagli inglesi già nel 1945 fu il riconoscimento esplicito di questa grande abilità nel costruire un esercito di popolo capace di liberare la città di Ravenna in collaborazione con gli inglesi.


05 Ottobre

Ius soli: una promessa mantenuta per 1 milione di minori

 

Il tema del diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri è stato un argomento al centro del dibattito politico e soprattutto del programma elettorale del Partito Democratico fin dal 2013.

Riconoscere questo diritto significa compiere un altro passo in avanti nella complessa riforma della società italiana e nell’affermazione del principio di uguaglianza per i cittadini che sono nati, vivono, studiano e lavorano in Italia.

Due le fattispecie introdotte: il c.d. ius soli, ovvero una nuova tipologia di acquisizione della cittadinanza per nascita e un’altra tipologia che prevede l’ottenimento della cittadinanza per i minorenni che completeranno un percorso scolastico (c.d. ius culturae).


Ius soli

Nel primo caso chi è nato in Italia da genitori stranieri potrà acquisire la cittadinanza a condizione che almeno uno dei genitori sia in possesso di un permesso di soggiorno UE valido per il lungo periodo.

Questa tipologia di permessi è rilasciata sulla base dei seguenti requisiti:

-       se si è in possesso di un permesso di soggiorno da almeno 5 anni

-       se si dichiara un reddito non inferiore all’assegno sociale

-       disponibilità di alloggio

-       superamento di un test sulla lingua italiana

 Per completare l’iter occorre una dichiarazione di volontà da parte del genitore presso l’ufficiale di stato civile del Comune di residenza del minore entro il raggiungimento della maggiore età.

Ius culturae

Nel secondo caso potranno diventare cittadini italiani i minorenni stranieri nati in Italia o che abbiano fatto ingresso entro il dodicesimo anno di età e che abbiano frequentato regolarmente almeno 5 anni di scuola o che abbiano conseguito una qualifica negli istituti professionali.

 Per i minori stranieri che abbiano fatto ingresso nel nostro Paese tra il dodicesimo e il diciottesimo anno, scatta un terzo percorso per richiedere la cittadinanza italiana. I requisiti in questo caso sono la residenza per almeno 6 anni in Italia e il completamento con successo di un ciclo scolastico,

 

 

 

18 Settembre

La riforma del processo penale

 

In settimana alla Camera abbiamo iniziato la discussione del disegno di legge che interviene in materia di giustizia penale e che contiene una serie di deleghe al Governo, alcune delle quali hanno provocato un acceso dibattito che ha investito il mondo politico, quello della giustizia e quello dell’informazione.
L’obiettivo della riforma è quello di garantire un sistema giudiziario efficiente e in grado di assicurare ai cittadini una ragionevole durata dei processi e allo stesso tempo la certezza della pena.
Il testo proposto inizialmente dal Governo ha visto un lavoro intenso da parte della Commissione Giustizia, il testo che è arrivato in Aula si compone di 34 articoli suddivisi in vari ambiti come l’estinzione del reato per condotte riparatorie e l'inasprimento delle pene per i reati di scambio elettorale politico mafioso, furto in abitazione e con strappo, furto aggravato e rapina.
Corposa la parte di riforma che investe le indagini preliminari e l’archiviazione.
In particolare il disegno di legge interviene sui tempi delle indagini, introducendo l’obbligo per il PM – terminata la durata massima delle indagini - di esercitare l’azione penale oppure di richiedere l’archiviazione.
Sempre in materia di archiviazione si introduce la nullità del decreto di archiviazione se emesso in mancanza dell’avviso alla persona offesa.
Altri interventi riguardano i riti speciali quali ad esempio il giudizio abbreviato: in caso di delitto è confermata la riduzione della pena ad un terzo ma in caso di contravvenzione (reati non puniti con la reclusione) si consente il dimezzamento della pena.
L’articolo 28 è quello che ha causato le maggiori polemiche. Si tratta di un’ampia delega al Governo in materia di processo penale e coinvolge anche le intercettazioni.
Nei criteri della delega si prescrivono tutele per le persone occasionalmente intercettate durante le indagini e soprattutto si introduce la reclusione da 6 mesi a 4 anni per tutti coloro che diffondano conversazioni captate in maniera fraudolenta alla scopo di danneggiare la reputazione dell’intercettato.

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