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26 Ottobre

Il decreto legge per la fruizione del patrimonio artistico e culturale

 

La scorsa settimana alla Camera abbiamo approvato con alcune modifiche il decreto-legge 20 settembre n.146 contenente misure urgenti per la fruizione del nostro patrimonio artistico e storico.

Con questo provvedimento l’apertura al pubblico e la fruizione  dei musei e degli istituti culturali rientra tra i servizi pubblici essenziali. In precedenza la legge 42/2004 sui beni culturali e del paesaggio riconosceva come servizi pubblici essenziali solamente i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali. Grazie a questa modifica si applicherà nei musei si applicherà la stessa norma in materia di sciopero in vigore per i servizi pubblici essenziali (trasporto pubblico locale, scuola, sanità).

Il diritto di sciopero, per i lavoratori che garantiscono ogni giorno la fruizione di musei, siti archeologici e luoghi della cultura rimane intatto. Per questo come per altri servizi che lo Stato ritiene d’importanza strategica, gli scioperi saranno soggetti ad una disciplina particolare:

 

  • -obbligo di preavviso di almeno 10 giorni prima dell’astensione dal lavoro
  • -definizione di una serie di prestazioni minime da garantire in caso di sciopero
  • -definizione di sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi sopra indicati
  • -la previsione di una procedura di conciliazione

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12 Ottobre

Se le primarie finiscono in soffitta

 

Se le primarie finiscono in soffitta cosa rimane di quel partito nuovo e democratico che insieme abbiamo pensato?

La riposta è che rimane davvero poco, anche perché intorno a quell'imperfetto e sregolato strumento di importazione, in questi anni ci siamo aggrappati come se fosse l'unica ancora di salvezza di fronte ad una crisi della rappresentanza mai vista prima.

Certo talvolta queste primarie le abbiamo sopravvalutate, pensandole come una scorciatoia di fronte alle difficoltà nel trovare una sintesi politica vera, ne abbiamo abusato, dedicando ad esse tutte le nostre migliori energie, le abbiamo esaltate, rinunciando a conferire forma e regole a uno strumento che da straordinario non è mai diventato ordinario.


In sostanza abbiamo tentato di risolvere tutti i nostri problemi con le primarie senza ovviamente riuscirci, dalla selezione dei candidati e più in generale delle classi dirigenti, alla risoluzione dei conflitti interni, dalla ricostruzione di un contatto diretto coi cittadini, alla creazione di momenti di mobilitazione.

Le primarie hanno portato sé successi e sconfitte, entusiasmo e delusione, forza e ferite, da sole di certo non sono bastate al Partito Democratico per fare vivere un'idea di politica organizzata, un'idea di partito, nel nuovo millennio. Viviamo un tempo in cui è chiaro che i partiti che furono non possono più esistere, ma non è altrettanto chiaro ciò che i partiti potranno essere.

Le primarie rappresentano una parte, insufficiente e incompleta, della soluzione, l'unica che abbiamo finora trovato. Rinunciarvi significherebbe perdere ciò che abbiamo conquistato in questa ostinata ricerca.

25 Settembre

Anche nei musei europei si sciopera. Non facciamo una caricatura del nostro Paese

 

In fatto di chiusure dei musei l’ultima notizia non arriva dall’Italia ma d’oltralpe.
Dal 22 al 24 settembre il Musée d’Orsay – uno dei più importanti di Parigi – è rimasto chiuso al pubblico a causa di uno sciopero massiccio degli agenti della vigilanza che protestavano per la scelta di tenere aperto il museo sette giorni su sette con turni peggiorativi delle condizioni di lavoro dei dipendenti.
Pochi giorni prima la National Gallery di Londra ha dovuto chiudere il 60% delle stanze per uno sciopero e nell’aprile di quest’anno è toccato ad un simbolo come la Tour Eiffel rimanere chiusa per assemblea sindacale.
Parto da questi banali episodi - che in altri periodi non avrebbero nemmeno fatto notizia – per dire che anche i lavoratori dei musei o dei luoghi di interesse culturale più importanti d’Europa scioperano e si riuniscono in assemblea, proviamo per una volta a non fare ancora una volta la caricatura di noi stessi per dire che tutto va male.
Non si tratta di un’anomalia solo italiana ma di un diritto riconosciuto per legge. Rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi al Colosseo o ancor prima a Pompei, va detto che i disagi prodotti, soprattutto nei confronti dei turisti stranieri sono stati elevati. In molti casi istituzioni e organizzazioni sindacali potevamo fare di più e fare meglio per ridurre i disagi. Tuttavia non si può solamente puntare il dito contro chi sciopera senza indagare i motivi per i quali i lavoratori dei nostri musei decidono di incrociare le braccia.

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05 Ottobre

Ius soli: una promessa mantenuta per 1 milione di minori

 

Il tema del diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri è stato un argomento al centro del dibattito politico e soprattutto del programma elettorale del Partito Democratico fin dal 2013.

Riconoscere questo diritto significa compiere un altro passo in avanti nella complessa riforma della società italiana e nell’affermazione del principio di uguaglianza per i cittadini che sono nati, vivono, studiano e lavorano in Italia.

Due le fattispecie introdotte: il c.d. ius soli, ovvero una nuova tipologia di acquisizione della cittadinanza per nascita e un’altra tipologia che prevede l’ottenimento della cittadinanza per i minorenni che completeranno un percorso scolastico (c.d. ius culturae).


Ius soli

Nel primo caso chi è nato in Italia da genitori stranieri potrà acquisire la cittadinanza a condizione che almeno uno dei genitori sia in possesso di un permesso di soggiorno UE valido per il lungo periodo.

Questa tipologia di permessi è rilasciata sulla base dei seguenti requisiti:

-       se si è in possesso di un permesso di soggiorno da almeno 5 anni

-       se si dichiara un reddito non inferiore all’assegno sociale

-       disponibilità di alloggio

-       superamento di un test sulla lingua italiana

 Per completare l’iter occorre una dichiarazione di volontà da parte del genitore presso l’ufficiale di stato civile del Comune di residenza del minore entro il raggiungimento della maggiore età.

Ius culturae

Nel secondo caso potranno diventare cittadini italiani i minorenni stranieri nati in Italia o che abbiano fatto ingresso entro il dodicesimo anno di età e che abbiano frequentato regolarmente almeno 5 anni di scuola o che abbiano conseguito una qualifica negli istituti professionali.

 Per i minori stranieri che abbiano fatto ingresso nel nostro Paese tra il dodicesimo e il diciottesimo anno, scatta un terzo percorso per richiedere la cittadinanza italiana. I requisiti in questo caso sono la residenza per almeno 6 anni in Italia e il completamento con successo di un ciclo scolastico,

 

 

 

25 Settembre

Un Macfrut pronto ad affrontare le sfide globali

 

Mercoledì mattina alla Fiera di Rimini si è aperta la 32ª edizione del Macfrut, la fiera dell’ortofrutta organizzata da Cesena Fiera, che per la prima volta si è trasferita lungo la via Emilia, spostandosi da Cesena a Rimini.
Sono stato presente al taglio del nastro insieme al viceministro all’agricoltura Andrea Olivero, l’eurodeputato Paolo De Castro, i Sindaci di Cesena e Rimini oltre ai vertici di Cesena Fiera e Rimini Fiera.
Per capire il Macfrut 2015 è importante partire dai numeri: dai 20.000 metri quadrati di superficie espositiva del 2014 si è passati ai 33.000 del 2015 con una crescita degli espositori passati in un anno da circa 800 a più di 1.000.
L’edizione 2015 ha visto anche una forte presenza di operatori esteri, un espositore su cinque, infatti, proveniva da oltreconfine, per un totale di 30 Stati e 5 continenti rappresentati.
Ho sempre pensato che questa fosse la strada giusta da percorrere e i numeri da record della prima edizione testimoniano che, il percorso coraggioso intrapreso dal Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, e dal nuovo consiglio di amministrazione di Cesena Fiere, andava nella giusta direzione, collocando il Macfrut in una posizione migliore per affrontare le sfide globali.
Siamo riusciti tutti insieme a superare i campanilismi ed è indubbio che la nuova collocazione a Rimini abbia garantito un futuro migliore a una delle eccellenze di Cesena e di tutto il territorio romagnolo.
La chiave di volta per capire il progetto sta proprio qui, nell’aver avuto il coraggio di pensare ad un progetto che promuovesse la storia, la tradizione e le eccellenze di un intero territorio: la Romagna.
Un progetto inoltre che ha come  obiettivo principale quello di offrire alle imprese ortofrutticole locali e non, la migliore vetrina a disposizione per promuoversi in Europa e nel Mondo; la concomitanza con l’Expo 2015 è stata da questo punto di vista un'occasione unica.
Non va dimenticato che lo stesso Ministero per lo Sviluppo Economico, ha premiato la scelta fatta con un finanziamento pari a 1 milione di euro nel triennio 2015-2017 per il quale mi sono impegnato in prima persona, riconoscendone così la valenza internazionale e sostenendo il progetto triennale di rilancio già messo a punto da Macfrut che ha come obiettivo il consolidamento e il rilancio della leadership della più importante fiera della filiera ortofrutticola nel bacino del Mediterraneo e nell’Est Europa.





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