Powered by Alimat s.r.l.
12 Ottobre

Se le primarie finiscono in soffitta

 

Se le primarie finiscono in soffitta cosa rimane di quel partito nuovo e democratico che insieme abbiamo pensato?

La riposta è che rimane davvero poco, anche perché intorno a quell'imperfetto e sregolato strumento di importazione, in questi anni ci siamo aggrappati come se fosse l'unica ancora di salvezza di fronte ad una crisi della rappresentanza mai vista prima.

Certo talvolta queste primarie le abbiamo sopravvalutate, pensandole come una scorciatoia di fronte alle difficoltà nel trovare una sintesi politica vera, ne abbiamo abusato, dedicando ad esse tutte le nostre migliori energie, le abbiamo esaltate, rinunciando a conferire forma e regole a uno strumento che da straordinario non è mai diventato ordinario.


In sostanza abbiamo tentato di risolvere tutti i nostri problemi con le primarie senza ovviamente riuscirci, dalla selezione dei candidati e più in generale delle classi dirigenti, alla risoluzione dei conflitti interni, dalla ricostruzione di un contatto diretto coi cittadini, alla creazione di momenti di mobilitazione.

Le primarie hanno portato sé successi e sconfitte, entusiasmo e delusione, forza e ferite, da sole di certo non sono bastate al Partito Democratico per fare vivere un'idea di politica organizzata, un'idea di partito, nel nuovo millennio. Viviamo un tempo in cui è chiaro che i partiti che furono non possono più esistere, ma non è altrettanto chiaro ciò che i partiti potranno essere.

Le primarie rappresentano una parte, insufficiente e incompleta, della soluzione, l'unica che abbiamo finora trovato. Rinunciarvi significherebbe perdere ciò che abbiamo conquistato in questa ostinata ricerca.



Questo sito utilizza i cookie. L’accesso al sito implica il consenso a loro utilizzo.

Link per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo