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21 Maggio

"La buona scuola" primo sì' alla Camera ma servono miglioramenti

 

Ieri alla Camera con 316 voti favorevoli e 137 contrari e 1 astenuto abbiamo approvato il disegno di legge di riforma della scuola, comunemente noto come “La buona scuola”. Il provvedimento ha visto numerose modifiche in commissione che hanno migliorato l’impianto della riforma. Tra i punti cardine vi è l’introduzione del Piano triennale dell’offerta formativa; saranno le scuole a indicare il fabbisogno di docenti, personale Ata, infrastrutture e materiali per realizzare i propri obiettivi formativi. Saranno oltre 100 mila le assunzioni per l’anno scolastico 2015-2016, un piano straordinario  di assunzioni di docenti a tempo indeterminato rivolto ai vincitori del concorso del 2012 e agli iscritti  nelle graduatorie ad esaurimento. Entro il 1° settembre 2015 saranno assunti gli idonei del concorso 2012 ed entro il 1° ottobre 2015  sarà indetto un nuovo concorso per docenti riservato agli abilitati e si andrà verso una graduale dismissione delle supplenze annuali. Incrementato a 126 milioni annui il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche per il per il periodo 2016-2021. In materia di edilizia scolastica sono stanziati 340 milioni di euro per riqualificare il patrimonio esistente e si introduce lo “school bonus”, un credito d’imposta pari al 65% nel 2015/2016 e pari al 50% nel 2017 per i privati che effettuano erogazioni liberali a favore degli istituti.

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21 Maggio

Approvato il Ddl anticorruzione, un passo avanti nel segno delle legalità

 

Questa settimana alla Camera abbiamo approvato il Ddl “anticorruzione”, un provvedimento che contiene norme volte ad inasprire le pene per coloro che commettono delitti contro la pubblica amministrazione, per coloro che sono condannati per il reato di associazione mafiosa e che reintrduce il reato di falso in bilancio.
Il testo di legge si suddivide in 2 parti; una prima dedicata ai reati contro alla PA con misure mirate a contrastare la corruzione e una seconda parte con misure che ha come oggetto le false comunicazioni sociali, ossia il falso in bilancio.
Per i reati contro la pubblica amministrazione sono aumentate le pene per i delitti di corruzione nell'esercizio delle funzioni, di corruzione per atto contrario ai doveri dell'ufficio, di corruzione in atti giudiziari, di induzione indebita a dare o promettere utilità e di peculato.
Con l'aumento delle pene per i reati di corruzione, innalzate a un minimo di 8 e a un massimo 10 anni, (prima minino 4 e massimo 6) vengono anche innalzate anche le pene accessorie.
In particolare, viene prolungata la durata del divieto per i corruttori di contrarre con la pubblica amministrazione e al contempo diminuisce l'entità della condanna che determina l'estinzione del rapporto di lavoro od impiego del corrotto.
L'articolo 3 ha inoltre esteso l'ambito della qualifica soggettiva del reato di concussione all'incaricato di pubblico servizio e non più solo al pubblico ufficiale. La motivazione di ciò è da cercarsi nel presupposto che non ha senso colpire solo il vertice ma occorre intervenire anche su quella moltitudine di incaricati che possono minare il principio di legalità tramite i loro comportamenti.
Nel testo vi sono altre misure preventive, come ad esempio l'articolo 7 che prevede a carico del pubblico ministero che esercita l'azione penale per delitti contra la pubblica amministrazione l'obbligo di informare il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione.
  Anche l'articolo 8, che attiene ai compiti dell'Autorità nazionale anticorruzione, ha una natura prevalentemente preventiva. In particolare, intervenendo sulla cosiddetta legge Severino si attribuisce all'Autorità nazionale anticorruzione anche l'esercizio della vigilanza e del controllo sui contratti esclusi in tutto o in parte dall'ambito di applicazione del codice dei contratti pubblici (ad esempio contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza; appalti aggiudicati in base a norme internazionali, particolari contratti di servizi) di cui agli articoli 17 e seguenti del Codice degli appalti (D.Lgs. 163 del 2006). Si prevedono altresì specifici obblighi informativi verso l'Autorità nazionale anticorruzione, prevedendo che, in riferimento ai procedimenti di scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, le stazioni appaltanti debbano trasmettere all'Autorità nazionale anticorruzione una serie di informazioni relative all'appalto (la struttura proponente; l'oggetto del bando; l'elenco degli operatori invitati a presentare offerte; l'aggiudicatario; l'importo di aggiudicazione; i tempi di completamento dell'opera, servizio o fornitura; l'importo delle somme liquidate).
Altro aspetto innovativo della riforma è rappresentato dall’introduzione di misure premiali per coloro che collaborano con la giustizia e si adoperano perché delitti contro la PA non si protraggano.
In questi casi si prevede la diminuzione della pena da un terzo a due terzi.
  Il fenomeno corruttivo viene affrontato anche attraverso le sanzioni economiche: sia per la richiesta di sospensione condizionale della pena, sia per i patteggiamenti, il condannato per i delitti contro la PA dovrà restituire la somma del profitto illecito.
Si tratta di disposizioni che hanno una valenza sia simbolica che concreta, considerato che la corruzione ha gravi effetti anche sull'economia del paese. Basti pensare che la Corte dei Conti ha stimato in 60 miliardi di euro l’anno il costo della corruzione per il nostro Paese; circa il 4% del PIL viene “bruciato” da questa piaga sociale che mina alle radici la nostra democrazia.
Aumentano le pene anche per il delitto di associazione mafiosa
Elevata la pena per la partecipazione all'associazione, che passa nel minimo da 7 a 10 anni e nel massimo da 12 a 15 anni.
Coloro che promuovono o dirigono l’associazione saranno puniti con pene detentive dai 12 ai 18 anni (in precedenza 9-14 anni).
Per l’associazione armata si passa da un minimo dai 9 ai 15 anni ai 12-24 anni.
La seconda parte del provvedimento riguarda il falso in bilancio, una materia strettamente connessa alla corruzione in quanto propedeutica a creare fondi neri.
Il Governo Berlusconi nel 2002 aveva depenalizzato il reato, oggi vengono fatte cadere le soglie di non punibilità, prevedendo sempre, salvo un caso particolare, la perseguibilità d'ufficio, profilando un doppio binario di sanzioni legato al volume d'affari della società e parificando le società quotate ad altre società che pur non essendo quotate hanno medesima rilevanza economica.

15 Maggio

Speranza riapre la discussione sulle politiche di contrasto alla povertà

 

Nei giorni scorsi il mio collega Roberto Speranza ha riaperto la discussione legata alle misure di contrasto alla povertà. Un tema forte, molto importante soprattutto per i giovani, per i disoccupati e le famiglie. Un argomento – quello della povertà - che nel sud Italia e non solo, rischia sempre più di far rima con lo sfruttamento, il lavoro nero e la criminalità organizzata. Occorre tuttavia chiarire come ha fatto Speranza sulle pagine de La Stampa che, il cosiddetto “Reddito minimo garantito”, misura lanciata dal Movimento 5 Stelle, è una proposta inattuabile. Ad oggi una misura analoga, ossia la possibilità di ricevere un’indennità connessa alla cittadinanza e completamente sconnessa allo stato sociale e  patrimoniale, esiste solo in Alaska! Se guardiamo all’Europa, tutti i Paesi membri hanno attivato negli anni misure universali di contrasto alla povertà, solo l’Italia e la Grecia ancora non hanno attivato questo tipo di politiche. Nei prossimi mesi credo che il Pd debba elaborare uno schema in accordo con il Governo per dare una risposta seria e concreta su questo tema che non può non essere al centro dell’azione politica di un Governo di centrosinistra. Pur con qualche lacuna il progetto Garanzia Giovani ha già dato i primi risultati, ora occorre progettare un provvedimento onnicomprensivo. I primi segnali sono molto positivi e incoraggianti. Il Ministro del Lavoro Poletti è aperto alle proposte e al Senato stanno per iniziare i primi confronti. I tagli sull’Irap e l’Irpef hanno dato risposte concrete nei territori in cui il lavoro c’è, nel mezzogiorno invece la disoccupazione è forte e su di essa investe la criminalità organizzata. Le risorse possono essere trovate dal contrasto all’evasione fiscale e dalla spending review. In ogni caso non si tratterà di una misura assistenzialista bensì di una misura ponte per tutti quei cittadini disoccupati in cerca di una nuova occupazione.

 

15 Maggio

“La buona scuola”: importanti novità emerse dalla Commissione

 

Questa settimana alla Camera è iniziata la discussione in merito al Disegno di legge di riforma della sistema nazionale di istruzione e formazione, il provvedimento noto come “La buona scuola”. In Commissione, il testo è stato migliorato, alcune istanze sono state accolte ed altri obiettivi sono stati meglio specificati.

Articolo 1 : Scuola autonoma e aperta al territorio

Sono stati chiariti gli obiettivi e l’impianto pedagogico. Al centro ci sono l’autonomia, così come definita dalla legge Berlinguer, l’apertura delle scuole al territorio, il coinvolgimento pieno della comunità scolastica nella definizione del piano dell’Offerta Formativa.

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06 Maggio

Approvata alla Camera la legge sugli ecoreati

 

Martedì – dopo un lungo iter - abbiamo approvato alla Camera la proposta di legge sui cosiddetti ecoreati, un provvedimento introduce nel nostro ordinamento i nuovi reati ambientali, apportando una decisa svolta culturale in materia: l’uso criminale dei beni comuni non è in alcun modo consentito e chi sbaglia paga. Da anni, infatti, la criminalità organizzata ha messo le mani sulle nostre risorse ambientali. Si stima che attorno ai crimini ambientali la malavita abbia sviluppato un vero e proprio business che ammonterebbe a 15 miliardi di euro annui. Oggi in Italia vige il testo unico per l’ambiente il cui regime sanzionatorio è basato principalmente sulle contravvenzioni, ossia ipotesi di reato che puniscono la messa in pericolo dei beni ambientali con sanzioni abbastanza leggere. Il testo che abbiamo approvato alla Camera, individua nuove fattispecie di reato tra le quali l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico illecito di materiale radioattivo e i reati di impedimento al controllo e l’omessa bonifica. Il testo introduce sanzioni accessorie molto efficaci tra le quali una speciale aggravante, legata ai reati che vengono commessi dalla criminalità organizzata, che ha l’obiettivo di colpire in maniera puntuale proprio le cosiddette ecomafie. Per delitti come l’inquinamento o il disastro ambientale abbiamo inserito il raddoppio dei termini di prescrizione. Previsti inoltre il cosiddetto ravvedimento operoso e il procedimento oblativo per le contravvenzioni meno gravi. In sostanza chi ha sbagliato pagando e cooperando con le autorità può vedere scontata la propria pena. Ora – dopo le modifiche apportate al provvedimento – il testo tornerà al Senato, dove ci auguriamo si arrivi ad un’approvazione definitiva in tempi brevi, perché anche in questo caso, siamo di fronte ad una legge necessaria e urgente, raccomandata anche dalle autorità europee a tutti i paesi membri che non hanno ancora legiferato in materia.

 

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