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18 Settembre

Ricordo di Arrigo Boldrini "Bulow" a 100 anni dalla nascita

 

Martedì presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio si è svolto un importante convegno in ricordo di Arrigo Boldrini a cento anni dalla sua nascita.
Nei mesi scorsi la Presidente della Camera Laura Boldrini aveva invitato tra i banchi  del Parlamento i partigiani e le partigiane d’Italia in occasione delle celebrazioni per la Liberazione. La manifestazione aveva avuto un significato simbolico fortissimo, ospitarli tra i banchi voleva significare riconoscere ai partigiani un ruolo di “padroni dei casa” delle nostre istituzioni democratiche.
La Presidente Boldrini ha iniziato proprio da qui per ricordare la vita e l’impegno del comandante Bulow, che dopo la guerra ha vissuto una lunghissima esperienza istituzionale per ben 11 legislature tra Camera e Senato dal 1945 al 1994.
Oltre ai saluti dei Presidenti Boldrini e Grasso è intervenuto il Presidente emerito della Republica Giorgio Napolitano oltre al Vicepresidente dell’Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Alberto De Bernardi e al Presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia.
Napolitano ha ricordato la straordinaria figura umana di Arrigo Boldrini, una persona sobria, semplice e seria, lontana dalla retorica e dotata della schiettezza e della simpatia tipica dei romagnoli. Un “grande patriota” così l’ha definito il Presidente emerito Napolitano, alla sua figura così come alla Resistenza, ai suoi caduti e ai suoi protagonisti il Paese ha ancora un debito enorme perché è a tutti loro che dobbiamo lo straordinario e rapido percorso democratico che ha portato alla nascita della Costituzione repubblicana.
Molto interessante anche il profilo storico delineato dal professor De Bernardi che l’ha definito “il più grande capo militare prodotto dalla Resistenza italiana”oltre ad essere un abile dirigente politico. Profetico il nome di battaglia, “Bulow” nome che inganna, non fa, infatti, riferimento ad eroi della rivoluzione russa, bensì al generale prussiano von Bulow, protagonista della vittoria su Napoleone a Waterloo.
 La chiave del successo dei gruppi armati guidati da Bulow fu il saper unire all’abilità militare anche una forte conoscenza del territorio e delle esigenze della sua popolazione che fece da spinta propulsiva per le vittorie nel ravennate.
La medaglia d’oro ricevuta dagli inglesi già nel 1945 fu il riconoscimento esplicito di questa grande abilità nel costruire un esercito di popolo capace di liberare la città di Ravenna in collaborazione con gli inglesi.


18 Settembre

La riforma del processo penale

 

In settimana alla Camera abbiamo iniziato la discussione del disegno di legge che interviene in materia di giustizia penale e che contiene una serie di deleghe al Governo, alcune delle quali hanno provocato un acceso dibattito che ha investito il mondo politico, quello della giustizia e quello dell’informazione.
L’obiettivo della riforma è quello di garantire un sistema giudiziario efficiente e in grado di assicurare ai cittadini una ragionevole durata dei processi e allo stesso tempo la certezza della pena.
Il testo proposto inizialmente dal Governo ha visto un lavoro intenso da parte della Commissione Giustizia, il testo che è arrivato in Aula si compone di 34 articoli suddivisi in vari ambiti come l’estinzione del reato per condotte riparatorie e l'inasprimento delle pene per i reati di scambio elettorale politico mafioso, furto in abitazione e con strappo, furto aggravato e rapina.
Corposa la parte di riforma che investe le indagini preliminari e l’archiviazione.
In particolare il disegno di legge interviene sui tempi delle indagini, introducendo l’obbligo per il PM – terminata la durata massima delle indagini - di esercitare l’azione penale oppure di richiedere l’archiviazione.
Sempre in materia di archiviazione si introduce la nullità del decreto di archiviazione se emesso in mancanza dell’avviso alla persona offesa.
Altri interventi riguardano i riti speciali quali ad esempio il giudizio abbreviato: in caso di delitto è confermata la riduzione della pena ad un terzo ma in caso di contravvenzione (reati non puniti con la reclusione) si consente il dimezzamento della pena.
L’articolo 28 è quello che ha causato le maggiori polemiche. Si tratta di un’ampia delega al Governo in materia di processo penale e coinvolge anche le intercettazioni.
Nei criteri della delega si prescrivono tutele per le persone occasionalmente intercettate durante le indagini e soprattutto si introduce la reclusione da 6 mesi a 4 anni per tutti coloro che diffondano conversazioni captate in maniera fraudolenta alla scopo di danneggiare la reputazione dell’intercettato.

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10 Settembre

Probelmi con Garanzia Giovani? Interrogherò il Ministro Poletti

 

Garanzia Giovani è un progetto europeo nato per dare una risposta occupazionale ai giovani di età inferiore ai 25 anni ed estendibile fino ai ventinovenni, per far sì che ricevano un’offerta di lavoro valida entro i quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione.

Nei giorni scorsi Mario Romeo – segretario regionale Uil lavoratori temporanei – sulle colonne de Il Resto del Carlino ha evidenziato alcuni problemi di funzionamento  molto importante che meritano un intervento tempestivo.
Già nei mesi scorsi si erano evidenziati rallentamenti nell’implementazione del programma operativo a livello nazionale, con attivazioni avvenute a macchia di leopardo tra le varie regioni.
Se effettivamente c’è un intoppo nell’erogazione dei compensi ai giovani lavoratori per problemi di fatturazione tra Regione e agenzie interinali, va risolto in tempo brevi, altrimenti sarebbe vanificato il senso del progetto e con esso il tanto lavoro fatto da Governo e Parlamento in materia.
Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione urgente al Ministro del lavoro Poletti per avere chiarimenti in materia e capire come sia possibile risolvere il problema nel più breve tempo possibile.

18 Settembre

Riforma delle pensioni e questione esodati: il Ministero sblocchi le risorse

 

Nei giorni scorsi si è riaperto il confronto sulla riforma delle pensioni – oltre alla proposta di legge sulla flessibilità per l’accesso pensionistico, ferma in Commissione – c’è già con un primo scoglio da superare rappresentato dalla settima salvaguardia degli esodati.
Il fondo per gli esodati - lavoratori a riposo rimasti senza reddito e senza pensione dopo la riforma Fornero - costituito da sei salvaguardie, aveva raccolto nel corso degli anni 11 miliardi e 600 milioni di euro.
In un recente incontro della Commissione Lavoro con i tecnici dei Ministeri competenti è emerso che il fondo esodati 2013-2014 pari a 500 milioni e quello del 2015 pari a 800 milioni non sarebbero utilizzabili in quanto si tratterebbe di risorse non spese e non più recuperabili.
Pare che quindi la linea del Governo sia quella di incamerare i 500 milioni del Fondo per abbattere il debito pubblico ma, così facendo, si aprirebbe una questione enorme, con 49.500 esodati che dovrebbero andare in pensione entro il 2018 che si troverebbero senza salvaguardia. La linea presa dal MEF è incomprensibile perché mette in discussione le funzioni che furono attribuite alla nascita del fondo.
Altre problematiche sono sorte sulle coperture collegate a “opzione donna”, la norma che consente il pensionamento per le donne al raggiungimento del 58° anno con 35 anni di contributi.

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10 Settembre

Alcune proposte sul taglio delle tasse

 

Matteo Renzi lo aveva annunciato all’Assemblea Pd del 18 luglio e l’ha rilanciato lo scorso 25 agosto a Rimini in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione: dal 2016 abolizione di Imu e Tasi per tutti.
Quello della riduzione delle tasse ritengo sia un obiettivo fondamentale per un governo di centrosinistra e riformatore. Occorre mettere mano alla pressione fiscale così alta da frenare il tentativo di ripresa economica, tenendo ben fermi tre punti: lo sviluppo, l’occupazione e l’equità.
La proposta ha diviso l’opinione pubblica, tra i punti più controversi ci sono ovviamente le coperture economiche. Le prime esternazioni dell’entourage di Palazzo Chigi indicano nel taglio della spesa pubblica un capitolo importante da cui reperire le coperture, anche se è chiaro che da sole non basteranno.
Il taglio degli sprechi e l’efficientamento della spesa pubblica, sono due bacini di risorse da cui attingere senza timori. Al contrario lo stato sociale e il sistema dei servizi hanno già subito una contrazione eccessiva in questi anni e fanno parte di un’idea di società a cui non possiamo rinunciare. Abbassare le tasse a tutti per ridurre il welfare non sarebbe una scelta politica di centrosinistra.
Servirà sicuramente uno scatto in aventi in fatto di lotta all’evasione e all’elusione fiscale, un fenomeno che vede colossi multinazionali fatturare cifre enormi nel nostro Paese, sottraendosi quasi completamente al fisco italiano.
In questo senso trovo interessanti alcune proposte lanciate dal collega Roberto Speranza lo scorso 20 agosto dalle colonne de Il Foglio.

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